Il cibo ci racconta la nostra storia: scopritela con la mostra online di Food is Culture

Si intitola “What you didn’t know existed. Endangered food from around the world” e, attraverso il racconto degli alimenti a rischio estinzione, ci svela le nostre radici europe

Da Stoccolma a Torino, passando per Belgrado, fino ad approdare online: la mostra itinerante “What you didn’t know existed. Endangered food from around the world”, organizzata nel quadro del progetto europeo Food is Culture e allestita nei mesi scorsi in Svezia e in Serbia e che a ottobre arriverà a Torino nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto, è finalmente accessibile via web. Tutti possono scoprirne i contenuti con un semplice click.

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Cercare nel cibo le nostre radici europee

Per comprendere il senso della – chiamiamola così – “versione 2.0” di questa mostra occorre fare un passo indietro e spiegare le ragioni che hanno spinto Slow Food, insieme ai suoi partner, a lavorare a questo progetto.

L’obiettivo del progetto Food is Culture, lanciato nel 2018 e ormai prossimo alla conclusione, prevista per fine dicembre 2020, è quello di sensibilizzare i cittadini europei al tema dell’alimentazione e della tutela di questo patrimonio a livello globale, offrendo loro gli strumenti utili a comprenderne meglio la ricchezza e l’unicità.

Da anni Slow Food è impegnata nella tutela e nella promozione del valore culturale di questa enorme biodiversità alimentare: ne è un esempio l’Arca del Gusto, con cui cataloghiamo i prodotti che, in tutto il mondo, rischiano di scomparire.

Buffeddhi – Archivio Slow Food

 

Il cibo può essere uno straordinario mezzo di comunicazione, capace di veicolare messaggi meglio di qualsiasi articolo o video: lo può fare se ascoltiamo ciò che ha da raccontarci, cioè la sua storia. Una storia che ci riporta indietro nel tempo, fino alla scoperta delle radici comuni europee. Una storia che non è una semplice linea retta, quanto piuttosto una curva increspata, continuamente arricchita da preziose contaminazioni culturali (e gastronomiche) dovute ai fenomeni migratori.

La mostra itinerante “What you didn’t know existed. Endangered food from around the world” è nata proprio dalla volontà di valorizzare questo racconto. Per coinvolgere i visitatori, è stata allestita un’opera multimediale dedicata al patrimonio alimentare europeo e basata sui contenuti dell’Arca del Gusto di Slow Food.

Ora, per renderne accessibili i contenuti a tutti i cittadini europei, ne è stata realizzata una versione completamente online, disponibile in italiano e in inglese.

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Il concorso per i cuochi e… i vincitori del contest dedicato ai cittadini

Cambiano insomma le modalità di fruizione della mostra, ma non il suo obiettivo, che rimane quello di aumentare la consapevolezza del valore culturale della biodiversità alimentare e promuovere il patrimonio gastronomico europeo attraverso il catalogo dell’Arca del Gusto.

Non solo: sul sito, oltre alla mostra virtuale, gli utenti hanno a disposizione molti altri contenuti, come le ricette proposte da 47 cuochi (provenienti da Italia e Svezia) che, ispirandosi all’Anno europeo del patrimonio culturale e all’opera di Slow Food a tutela della biodiversità, suggeriscono come cucinare cibi tradizionali dando priorità ai prodotti locali.

Sempre nell’ambito del progetto Food is Culture, nei mesi scorsi, è stato organizzato un contest rivolto ai cittadini europei che sono stati invitati a segnalare nuovi prodotti da includere nel catalogo dell’Arca del Gusto di Slow Food, alimenti che appartengono alla cultura, alla storia e alle tradizioni del loro territorio e che sono a rischio di estinzione a causa dell’industrializzazione dell’agricoltura, dell’erosione genetica, della trasformazione degli stili alimentari, dei cambiamenti climatici, dell’abbandono delle aree rurali. Circa un centinaio i prodotti segnalati e saliti a bordo dell’Arca, due quelli selezionati come vincitori in base al legame con il territorio, il rischio di scomparsa e la manualità richiesta per la preparazione: scopriamoli!

Capra Verata – Archivio Slow Food
  • Prima classificata è la capra verata, una razza tipica dell’Estremadura, la comunità autonoma spagnola che si trova a sud-ovest di Madrid. Questa capra, un tempo piuttosto diffusa da quelle parti, negli ultimi anni è stata iscritta nel registro delle razze a rischio di estinzione: colpa del progressivo abbandono delle pratiche di allevamento. Con la diminuzione dei capi, rischia di ridursi anche la produzione di queso de La Vera, il formaggio tipico preparato con il latte della capra verata.
  • Al secondo posto, i buffeddhi, un dolce natalizio tradizionale della comunità grecanica d’Aspromonte, in Calabria. Si tratta di una sorta di “panzerotto” dolce, il cui ripieno è a base di patate dolci, miele, cannella, mosto cotto, chiodi di garofano e buccia di mandarino. La difficile reperibilità delle patate dolci e la lunga preparazione necessaria a ottenere il mosto cotto stanno mettendo a rischio un dolce pressoché unico nel suo genere.

Come premio, entrambe le persone che hanno segnalato questi due prodotti vinceranno la fornitura di un kit per un Laboratorio del Gusto organizzato da Terra Madre Salone del Gusto e la possibilità di prendere parte – online – a un corso di cucina, sempre nell’ambito della 13esima edizione del più importante evento dedicato al cibo buono, pulito, sano e giusto.

Il progetto Food is Culture è cofinanziato dal Programma Europa Creativa dell’Unione Europea con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. I partner del progetto sono Slow Food, Europa Nostra, Kinookus, Nova Iskra Creative Hub, Transpond AB.

di Marco Gritti, m.gritti@slowfood.it

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