Montecatini Terme: un’oasi di benessere e salute

Montecatini Terme, cittadina di ventimila abitanti ai piedi di un anfiteatro di verdi colline, in provincia di Pistoia, è al centro di un comprensorio artistico e naturalistico d’eccezione. È considerata una delle località termali più prestigiose d’Italia e tra le più note al mondo.

Dal 6 luglio per tre giorni accoglierà un migliaio di persone tra delegati e ospiti per il congresso di Slow Food Italia.

A farci da Cicerone Giuseppe Bellandi, medico chirurgo e sindaco di Montecatini Terme da due mandati. Persona gentile e accogliente, fiero promotore del suo territorio: «Dopo Firenze, Montecatini è la seconda città della Toscana per presenze turistiche con 2 milioni di persone l’anno. Le terme sono la principale attrazione, ma siamo anche in una posizione strategica, vicina ai maggiori centri culturali e a due aeroporti. E la Valdinievole, dove si trova la nostra città, ha un paesaggio unico che comprende anche la più grande aerea umida d’Italia. Nella valle è nato Leonardo da Vinci e ha preso vita, a Collodi, Pinocchio. Senza dimenticare le ricchezze agroalimentari: dall’olio al vino, dai fagioli al cioccolato».

Apparentemente non manca nulla: «Abbiamo le difficoltà finanziarie di tutti i Comuni a cui si aggiunge il maggiore impegno necessario alla gestione di una città termale: la voce di bilancio più alta per noi è la cura del verde pubblico. Il turismo ci ha portato ricchezza ma ha anche usato la città, basti pensare ai 200 autobus che arrivano tutti i giorni. Un altro dato: ci sono mille licenze commerciali».

Ma il sindaco ha le idee chiare: «Il turismo termale classico è in crisi e necessita di essere rilanciato. Le terme sono nate grazie a Pietro Leopoldo Granduca di Toscana, diventato poi imperatore del Sacro Romano Impero, e Giuseppe Verdi vi soggiornò per 23 anni. L’acqua ha proprietà terapeutiche eccezionali: lo dico da medico. Purtroppo a livello scientifico non si parla più di medicina termale e manca una politica di promozione delle città termali. La candidatura di 10 realtà europee a patrimonio dell’Unesco, va in questa direzione: da un lato conservare la nostra risorsa più importante e dall’altro proiettarci in un futuro con vigore nuovo».

Il telefono del sindaco continua squillare, segno che ha un rapporto diretto con i suoi cittadini: «Le parole benessere, salute e ospitalità, che sono il fiore all’occhiello della nostra proposta turistica, devono valere anche per miei concittadini».

Ci tiene a sottolineare le sue origini contadine e il lavoro di valorizzazione dei prodotti agricoli di Montecatini e della Valdinievole. In questa direzione vanno le iniziative che mettono in contatto i ristoratori e il locale Mercato della Terra.

Il rapporto tra Slow Food e Montecatini è iniziato con la presentazione della Guida Slow Wine e oggi si concretizza con uno dei congressi più importanti della storia dell’associazione: «Vorrei fare un augurio incrociato. Slow Food ha fatto un percorso incredibile, è stata un’idea che si è affermata e diffusa e quando le idee si diffondono vuol dire che fanno parte del nostro Dna. Terra Madre parla di bene comune, del rispetto della terra e dell’uomo. Vuol dire avvicinarsi alle esperienze altrui e capire che il Nord non può mangiare il Sud del mondo: Slow Food è l’antiegoismo. Noi speriamo che con questa iniziativa Slow Food prenda a cuore le terme come esempio di vera medicina. Slow Food ha aperto le porte a conoscenze che oggi tutti abbiamo e che purtroppo avevamo perso. Speriamo apra anche uno spazio sulla medicina termale».

 

Valter Musso

tratto dal numero 5/2018 di Slow, la rivista di Slow Food Italia

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