Giornata internazionale della consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari: cala lo spreco, aumenta la consapevolezza

Scende la percentuale degli sprechi di cibo in tutto il mondo, ma chiediamo più educazione a partire dalle scuole. Sono i dati del Rapporto 2023 dell’Osservatorio Waste Watcher, presentato ieri a Roma

Buone notizie sul fronte spreco alimentare: sprechiamo di meno e siamo sempre più attenti all’educazione a riguardo. Lo dice il Rapporto 2023 dell’Osservatorio Internazionale Waste Watcher, presentato ieri 28 settembre a Roma in occasione della Giornata internazionale della consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari.

I dati degli scorsi anni parlavano chiaro: sprechiamo troppo cibo, cioè buttiamo via troppi alimenti che sarebbero ancora commestibili. Alla perdita nella prima fase produttiva, direttamente in azienda oppure in lavorazione (che in inglese ha il termine specifico di food loss), si somma lo spreco vero e proprio (il food waste), cioè quello che avviene a partire dalla distribuzione del cibo e poi con il suo ingresso nelle mura di casa. 

spreco di cibo 2023

Un fenomeno con conseguenze pesantissime: dalla perdita di materie prime – acqua, energia, suolo utilizzati per produrre gli alimenti – alla dispersione di emissioni per la lavorazione e il trasporto degli alimenti, fino allo spreco economico, del danaro cioè speso per acquistare un cibo che non raggiungerà mai il nostro piatto. E le cui conseguenze si riflettono in un drammatico paradosso sociale, nel momento in cui la popolazione mondiale è in aumento così come il numero di persone che ogni anno soffrono la fame.

Nel 2023 lo spreco alimentare scende in tutto il mondo

Nel Rapporto emerge però un cambiamento di rotta: il 2023 segna una diminuzione dello spreco alimentare per tutti i Paesi già presenti nello storico dell’Osservatorio. 

In Italia, ad esempio, siamo passati dai 750 g di spreco settimanale domestico nel mese di agosto 2021, ai 674,2 g registrati nello stesso mese nel 2022 che scendono a 469,4 nel 2023. Dato ancor più significativo è che questo calo, generalizzato in tutto il mondo, si conferma anche e soprattutto nei Paesi più industrializzati, proprio quelli che nelle statistiche degli scorsi anni si qualificavano come i più “spreconi”: se negli Stati Uniti il calo è del 35%, anche i nostri vicini Paesi europei riportano dati confortanti, a partire da Germania (-43%), Spagna (-40%) e Francia (-32%).

Quali sono le ragioni di questo calo?

L’Osservatorio evidenzia come la diminuzione globale degli sprechi si inserisca in un contesto economico sempre più critico per i consumatori. Il potere d’acquisto delle famiglie negli ultimi anni si è indebolito e in media, un cittadino su due di tutti quelli censiti si aspetta che l’inflazione continui ad aumentare. Alla preoccupazione per gli aspetti economici si aggiunge però una sempre maggiore consapevolezza delle implicazioni ambientali dello spreco e la necessità di riservare più attenzione al tema, tramite l’istruzione nelle scuole e programmi di educazione civica sui danni che lo spreco provoca all’ambiente. I cittadini di tutti i Paesi analizzati ritengono fondamentale che i Governi puntino sull’educazione scolastica.

spreco di cibo 2023

Arriva lo Sprecometro!

Per aumentare la consapevolezza sugli sprechi alimentari e le loro conseguenze, Waste Watchers ha ideato lo Sprecometro. Si tratta di un’app progettata insieme al Dipartimento di Scienze e Tecnologie agro-alimentari dell’Università di Bologna e Last Minute Market e pensata per accompagnare quotidianamente nella lotta allo spreco. Come? Calcolando l’impronta idrica, carbonica ed economica del nostro consumo di cibo, consentendo inoltre di impostare obiettivi di riduzione personali e di monitorare i propri progressi. Slow Food ha contribuito creando contenuti di approfondimento sulla prevenzione dello spreco che è possibile consultare all’interno dell’app, condividendoli e confrontandoli con gli altri utenti, anche all’interno di gruppi tematici dedicati.

«Lo spreco evidenzia, in tutti i passaggi della filiera, la mercificazione del cibo e dimentica il diritto alla sopravvivenza. Su un pianeta in cui ancora quasi un miliardo di persone muore di fame, è evidentemente necessario in questo ambito prendere in considerazione questioni valoriali, oltre a quelle quantitative. Per questo, la collaborazione con Waste Watchers, che lavora sulla sensibilizzazione dei cittadini e agisce affinché vengano adottate buone pratiche quotidiane, è un tassello cruciale nella rigenerazione del significato del cibo come fondante valore comune» – commenta Barbara Nappini.

Come si combatte lo spreco secondo Slow Food

Al tema dello spreco in tutte le sue sfaccettature Slow Food dedica quattro lezioni online della Food To Action Academy, un viaggio nella vita degli alimenti per capire come e perché si spreca il cibo e come possiamo evitarlo. Scopriremo qual è il costo nascosto dell’acqua, ascolteremo le testimonianze di realtà virtuose impegnate nel contrastare il consumo di risorse e impareremo quali comportamenti possiamo mettere in pratica nella vita di tutti i giorni per sprecare meno e consumare meglio, per noi e per il pianeta. La partecipazione alla formazione è riservata a chi è già socio Slow Food o a chi sceglie di iscriversi per l’occasione e include una lezione di cucina antispreco con una cuoca dell’Alleanza Slow Food.