Meat the change: con la carne vacci Slow!

Con il contributo del Ministero italiano dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la nuova campagna di Slow Food aiuta a comprendere l’impatto del consumo di carne e degli allevamenti intensivi sulla crisi climatica, partendo da un simpatico quiz che fa riflettere sulle abitudini quotidiane.

La crisi climatica è la sfida più grande che la nostra generazione si trova ad affrontare. Finalmente anche qualche istituzione ne sta prendendo atto, con azioni – che se pur timide – iniziano a richiedere precauzioni e misure per contenere i gas clima alteranti, come per esempio il in il Decreto-legge Clima varato dal Governo italiano che introduce misure urgenti per rispettare gli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE.

Ma questa sfida è troppo grande, e affidarci a Governi e istituzioni non basta. Ognuno di noi può e deve fare la propria parte, anche a partire dalla spesa alimentare.

Gl ultimi studi parlano chiaro: nessuna misura di contenimento delle emissioni potrà essere efficace se in Occidente non tagliamo il consumo di carne.

E proprio su questo si basa la nuova campagna  Meat the Change, portata avanti da Slow Food con il contributo del Ministero italiano dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con l’obiettivo di aiutere i consumatori a misurare e prendere coscienza del proprio impatto sull’ambiente e a trovare facili modi per avere uno stile di vita più sostenibile, a partire dal consumo di carne.

Per far ciò si può iniziare da un semplice quiz di auto valutazione che aiuta a comprendere quanta carne mangiamo.

FAI IL QUIZ 

Una volta fatto il quiz si può seguire la campagna che prosegue nei canali di Slow Food Italia con approfondimenti, ricette e consigli gastronomici scelte più consapevoli nell’acquisto della carne, perché se crescono i consumi misurati e attenti alla sostenibilità ambientale, sull’acquisto di carne c’è ancora molto da fare.

Italiani, gente Slow?

È stato pubblicato proprio poche settimane fa il nuovo Rapporto Coop che rivela consumi e stili di vita degli italiani. Il quadro dipinto dal documento fa riflettere: pur essendo il popolo più pessimista d’Europa, crediamo nelle scelte sostenibili. Se i consumi in genere calano per la prima volta dal 2013, gli italiani si riscoprono infatti più green, anche negli acquisti: oltre all’aumento della mobilità sostenibile e all’armadio eco compatibile, quando si parla di valori del cibo, ricopre sempre più importanza la sostenibilità ambientale e sociale.

La tendenza virtuosa però non si ripercuote in maniera diretta sugli acquisti relativi alla carne.

Nel 2019, infatti, le vendite sono salite del 3,5%, mentre sono scese quelle dei sostituti vegetali. In cima alle classifiche degli impatti ambientali dei singoli alimenti in Italia resta quindi il consumo di carne, sia per emissioni di CO2 sia per consumo di acqua.

Eppure lo sappiamo da tempo: gli attuali consumi di carne, non solo in Italia, sono insostenibili e le conseguenze sono gravi per l’ambiente e per la nostra salute. Senza parlare delle condizioni degli allevamenti intensivi, vere e proprie fabbriche di carne che ignorano il benessere animale pur di soddisfare la crescente domanda del mercato.

Ecco perché Slow Food invita tutti a fare scelte alimentari consapevoli. Ma niente panico! Non serve sconvolgere i nostri stili di vita, bastano poche accortezze, a partire da una riduzione del consumo di carne e la scelta di quella proveniente da allevamenti rispettosi di animali e ambiente.

La campagna Meat the Change sarà un utile strumento per cambiare abitudini senza stravolgere il proprio stile di vita.

Resta connesso e vivi Slow: Meat the Change può aiutarti a farlo. 

Inizia subito e scopri quanto sei slow ora! 

meatthechange.slowfood.com

Annalisa Audino
a.audino@slowfood.it

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