L’uomo da un milione di alberi

Quando si inizia la fase di atterraggio nel piccolissimo aeroporto di Egilsstadir, nell’est del’Islanda, il paesaggio che si gode dall’aereo è mozzafiato. Le ultime tracce di neve, viste alla fine di maggio, lasciano spazio a un territorio che sembra nato per il pascolo e che si alterna ai numerosissimi piccoli specchi d’acqua che costellano questa regione.

Da qui, in quindici minuti di auto si raggiunge Vallanes, che è il minuscolo villaggio dove sorge l’azienda agrituristica di Eymundur Magnusson e di sua moglie Eyglo. Una sorta di oasi alberata che colpisce per la sua rigogliosità in un contesto in cui la vegetazione ad alto fusto sembra assente. Ed è proprio questo il vero capolavoro di Eymundur.

Eymundur Magnusson, agronomo islandese

Agronomo, dopo alcuni anni di esperienza e di studio in Gran Bretagna e in Francia, torna in Islanda nel 1977 e inizia a fare il contadino in proprio. Il suo obiettivo, all’inizio, era quello di riprendere l’agricoltura nella zona di Vallanes dove storicamente aveva avuto un ruolo importante ma che stava letteralmente scomparendo.

Dopo due anni di ricerca, finalmente individua il terreno ideale, e gli inizi sono fatti di allevamento di pochi bovini e di coltivazione di orzo. È in questa fase che, grazie ad alcuni incentivi governativi, Eymundur inizia a piantare alberi. «Allora non era una scelta soltanto ecologica, al contrario era una questione prettamente agronomica. In questo paese gli alberi sono fondamentali per creare una barriera antivento intorno alle coltivazioni e per proteggerle dal clima estremamente rigido» puntualizza Eymundur.

La riforestazione a uso agricolo fa però in fretta a trasformarsi in una missione vera e propria, una missione che trasforma radicalmente il paesaggio di questa parte di isola.

Il lago glaciale Lagarfljót nell’Islanda dell’est, con la montagna Snæfell a sud. Vallanes si trova al centro

Oggi, a distanza di quasi quarant’anni dall’inizio dell’avventura e complice la fertilità del terreno, intorno a Modir Jord (questo il nome dell’azienda) sono ormai più di un milione gli alberi di alto fusto. Larici, salici, pini, pioppi. Un milione! Una cifra impressionante così come è impressionante il colpo d’occhio, che negli anni si è anche arricchito di arbusti, che contribuiscono a fertilizzare il terreno e a infittire il bosco.

La cosa più affascinante di Vallanes e dell’azienda di Eymundur ed Eyglo, è però la visualizzazione plastica di come l’ambiente naturale trasforma l’ambiente sociale ed economico di un’intera zona.

Negli anni, infatti, il modello di Modir Jord è stato emulato, ancorché si parli sempre di piccolissimi numeri, e l’agricoltura sta ritornando a rappresentare un elemento importante per il territorio. Non solo, ma il recupero di una coltura come quella dell’orzo, che qui è stato domesticato dall’uomo per la prima volta e che dunque ben si adatta a questi climi, ha saputo portare con sé anche un rilancio del turismo gastronomico ed ecologico.

Eymundur e sua moglie Eyglo

Eymundur ed Eyglo hanno da qualche anno risistemato il cottage della fattoria, ricavandone un bellissimo bed and breakfast aperto tutto l’anno e un café per accogliere i visitatori, con una cucina fatta in gran parte dei loro prodotti. La particolarità, e qui si chiude il cerchio, è che la struttura, interamente in legno, è stata costruita con gli alberi piantati da Eymundur all’inizio di questa bellissima storia.

Quella di Modir Jord è la testimonianza che esiste un modo di fare agricoltura moderno, in equilibrio con l’ambiente e con la comunità locale, ma soprattutto che un modello di questo tipo è promettente per tutti e può rigenerare anche i territori più difficili. Ben lo dimostrano i sei lavoratori fissi occupati qui, che diventano dieci in estate. Così come i tanti giovani che da tutta Europa decidono di trascorrere qui un periodo di formazione e apprendimento.

 

Carlo Petrini

da La Repubblica del 21 giugno 2018

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