«L’ultima ape». In gioco c’è il futuro della nostra alimentazione

«L’ultima ape» è un racconto di Riccardo Iacona con Lisa Iotti, Antonella Bottini, Irene Sicurella, Raffaele Manco, Alessandro Marcelli di cui oggi vi consigliamo caldamente la visione. Perché ribadisce, punto per punto e con le testimonianze del mondo scientifico e degli apicoltori, quanto ripetiamo da anni: le api, gli impollinatori stanno sparendo e con loro sparisce il nostro cibo. Le api sono il termometro della Terra, non possiamo più ignorare questo sintomo: gli insetti stanno scomparendo 8 volte più velocemente di mammiferi uccelli. Secondo i dati riportati dai giornalisti nel mondo 5 anni sono sparite 10 milioni di arnie, 2 milioni l’anno, più di 200 mila soltanto in Italia.

È in gioco il futuro della nostra alimentazione

E come ripetiamo sempre: «i tre quarti delle principali colture alimentari dipendono proprio da loro. Ma tutto il mondo degli insetti è al collasso: il 75 per cento degli insetti volanti è scomparso dalle nostre campagne. Mele, pere, kiwi, mirtilli, cioccolato, caffè, mandorle, senza gli insetti impollinatori, non arriverebbero più sulle nostre tavole. È in gioco il futuro della nostra alimentazione.»

Le cause principali «alcune tipologie di pesticidi usati in agricoltura, oggi vietati in Europa. Ma quali sono le conseguenze del loro massiccio utilizzo avvenuto nel passato? E quali rischi potrebbero avere sulla salute degli insetti i nuovi prodotti per l’agricoltura immessi nel mercato?» A queste domande risponde PresaDiretta con testimonianze dei più autorevoli istituti scientifici europei impegnati nello studio del problema e nel tentativo di salvare questi piccoli animali così importanti per il funzionamento degli ecosistemi. E poi le posizioni delle istituzioni comunitarie e del mondo dell’agroindustria.

Clicca sull’immagine per guardare la trasmissione

Sul finale come soluzione la trasmissione propone l’agricoltura integrata. Ci preme sottolineare che la risposta di Slow Food è invece un tipo di agricoltura ecologica, agroecologia appunto, unita all’indispensabile tutela e rafforzamento della biodiversità, via necessaria anche per rispondere alla crisi climatica in atto.

La risposta è l’agroecologia

L’approccio agroecologico considera le colture come parte dell’ecosistema e il modo di coltivare è orientato al mantenimento della complessità dell’ambiente e delle relative interazioni tra le diverse specie agrarie e animali e tra queste e le specie naturali e l’ambiente. Un approccio che salvaguarda la biodiversità, e la fertilità dei suoli, che rispetta i saperi tradizionali e li adatta alle condizioni locali. E non fa uso di chimica di sintesi, responsabile della moria degli insetti, della perdita di fertilità del suolo e dell’inquinamento delle falde acquifere.

Tutti noi però possiamo fin da ora fare qualcosa: insieme a una coalizione di associazioni ambientaliste europee guidate da Pan Europe abbiamo avviato una Ice che chiede alla Commissione di

  1. eliminare gradualmente i pesticidi sintetici entro il 2035: eliminare  i pesticidi sintetici dall’agricoltura europea dell’80% entro il 2030, iniziando da quelli più pericolosi, per arrivare al 100% entro il 2035.

  2. ripristinare la biodiversità: ripristinare gli ecosistemi naturali nelle aree agricole in modo che l’agricoltura diventi un vettore di recupero della biodiversità.

  3. sostenere gli agricoltori nella transizione: riformare l’agricoltura dando priorità all’agricoltura su piccola scala, diversificata e sostenibile, favorendo il rapido aumento delle pratiche groecologiche e biologiche; promuovendo una formazione e una ricerca indipendenti in materia di pesticidi e di agricoltura senza Ogm, che mettano al centro le esigenze dei contadini.

Non è una semplice petizione: infatti, se si riesce ad arrivare a 1 milione di firme, la Commissione europea è costretta a prendere una posizione a riguardo e a pubblicare un comunicato ufficiale, e il Parlamento europeo deve tenere un’udienza pubblica sull’argomento. Non è un’azione solo simbolica, poiché può diventare legge a in tutta l’Ue.

È un impegno minimo che davvero può fare la differenza, firmate subito qui www.slowfood.it/salviamo-api-agricoltori

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • SiNo