L’oro verde dei Castelli Romani merita la menzione speciale della Guida agli Extravergini 2022

Menzione speciale Az. Agr. Oro delle Donne (Lazio)

La nuova sezione della Guida premia storie di impegno, riscatto e salvaguardia della biodiversità, spesso in condizioni difficili o svantaggiate. Come la riscoperta della Rosciola grazie all’impegno dell’azienda Oro delle Donne di Marino (Rm)

La Guida agli Extravergini 2022, disponibile sul nostro shop online, presenta nell’ultima edizione una grande novità. Si tratta di una sezione in cui i curatori hanno voluto attribuire menzioni speciali a tre extravergini che si sono distinti per la capacità di riflettere la complessità e, al contempo, la vitalità del comparto olivicolo italiano. I riconoscimenti sono stati assegnati ad aziende che lavorano per salvaguardare la biodiversità, spesso operando in condizioni o contesti difficili. Storie di tenacia e di rivalsa, come quella dell’azienda Oro delle Donne di Marino (Ro), che da circa vent’anni ha voluto fare della riscoperta e valorizzazione della produzione olearia dei Castelli Romani la propria missione. Riuscendoci in pieno.

La Rosciola, rivalsa di un territorio

«Ricevere questo riconoscimento – ci dice Adriana Appetiti, socia dell’azienda insieme al marito Mauro Gargano – è una grandissima soddisfazione, quasi un riscatto, per noi e per il nostro territorio. All’inizio, all’incirca 20-25 anni fa, non è stato facile intraprendere questo lavoro, perché il territorio dei Castelli Romani è da sempre conosciuto di più per la produzione vinicola. In realtà anche l’olivicoltura appartiene alla nostra tradizione, ma gli ulivi venivano coltivati solo in cornice alle vigne e l’olio era prodotto solo per soddisfare il consumo familiare. Noi abbiamo voluto avviare un percorso di valorizzazione della produzione olivicola locale, dapprima con i blend e poi lavorando sul monovarietale di Rosciola».

Oro delle donne

Una cultivar dai sentori delicatissimi, dolce ed elegante e che proprio nel monovarietale riesce ad esprimere meglio le sue note aromatiche. La Rosciola viene così declinata dall’azienda Oro delle Donne in un prodotto finale che sa come distinguersi. Eppure questa varietà era stata per lungo tempo dimenticata, complice la scarsa resa in confronto alle altre cultivar, e la posizione già marginale che all’olivicoltura veniva riconosciuta nell’area dei Castelli Romani.

Qui Adriana e Mauro si possono definire a piena ragione i pionieri dei monovarietali. Sono stati infatti i primi a riscoprirli e ne sono oggi orgogliosi ambasciatori.

«La stessa scelta del nome Oro delle Donne non è casuale – spiega Adriana – perché racconta tanto sul legame tra il nostro territorio e l’olio extravergine di oliva. Nel primo Dopoguerra, dopo una pesante crisi dell’olivicoltura, le famiglie erano solite piantare un albero di olivo quando nasceva una figlia femmina, che avrebbe rappresentato la sua dote al momento delle nozze. Un’usanza singolare, che celebrava questo ricchissimo alimento ma anche la figura della donna. Cosa rara, viste le condizioni femminili dell’epoca».

Un progetto riuscito che oggi raccoglie i suoi frutti

Sulle due costanti del valore prezioso della donna e dell’olio extravergine di oliva, prosegue oggi il lavoro dell’azienda, da tempo affermata anche nel settore vinicolo e la cui produzione avviene per intero con metodo biologico.

«Guardiamo al futuro – continua Adriana – investendo sulle prossime generazioni e sull’innovazione tecnologica. Insieme a nostra figlia Chiara, impegnata anche lei in azienda, stiamo studiando insieme come ottimizzare la produzione, in particolare quella olivicola. I nuovi impianti di Rosciola insediati una decina di anni fa stanno arrivando a regime e siamo molto soddisfatti del lavoro svolto». 

Oro delle donne

Un lavoro che ha portato, con il tempo, i propri frutti. Qualche anno fa la decisione di investire sull’extravergine, sostituendo una parte di vigneto con gli ulivi che oggi ammontano a tremila, per un totale di sedici ettari coltivati. Nel corso degli anni l’impegno di Adriana e Mauro si è concentrato non solo sull’importanza di far comprendere al consumatore il loro progetto e la differenza di un extravergine prodotto con attenzione e qualità. I due produttori sono stati un esempio per i colleghi olivicoltori, a testimonianza che un olio di pregio può unire qualità organolettiche e tutela dell’identità territoriale. Oggi sono diversi gli olivicoltori dell’Agro Romano che realizzano interessanti monovarietali con la Rosciola, alcuni segnalati anche in Guida. 

Scommessa vinta, quella di Adriana e Mauro. L’attenzione alla biodiversità del territorio e la tenacia con cui hanno creduto nel progetto di recupero per realizzare un prodotto di qualità hanno valso pienamente la menzione speciale di questa edizione della Guida.


La Guida agli extravergini 2022 comprende tre menzioni speciali e una nuova sezione della Guida, in collaborazione con BioDea, che premia oli accomunati dall’obiettivo di salvaguardare la biodiversità e creare al contempo prodotti di qualità, anche in condizioni difficili, talvolta estreme.