Slow Food rafforza il dialogo con il mondo accademico internazionale attraverso uno Study Tour dedicato alla biodiversità e alle produzioni locali.
Milano, settembre 2026 – Rafforzare il dialogo con il mondo accademico internazionale e promuovere una cultura del cibo fondata sulla biodiversità, sulla sostenibilità e sul valore delle comunità locali. È con questo obiettivo che Slow Food partecipa allo Study Tour organizzato da POLIMI Graduate School of Management (POLIMI GSoM), che nei primi giorni di settembre porterà in Italia un gruppo di studenti della Tokyo University of Agriculture (Nodai).
L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di confronto tra istituzioni accademiche, associazioni e produttori, confermando il ruolo di Slow Food come interlocutore internazionale sui temi dell’agroalimentare sostenibile e della tutela della biodiversità. La collaborazione con università e centri di ricerca costituisce infatti uno degli strumenti attraverso cui l’associazione contribuisce alla formazione delle nuove generazioni, favorendo lo scambio di conoscenze, esperienze e buone pratiche tra Paesi diversi.
Attraverso questo percorso, gli studenti avranno l’opportunità di conoscere da vicino il modello promosso da Slow Food, fondato sulla tutela dei Presìdi, delle comunità del cibo e delle produzioni tradizionali. Un approccio che considera il cibo non solo come prodotto economico, ma come patrimonio culturale, ambientale e sociale, capace di generare sviluppo sostenibile e valorizzazione dei territori.
Il 1° settembre gli studenti prenderanno parte a una giornata organizzata da Slow Food Lombardia e Slow Food Valli Orobiche, coordinata dal dott. Fabio Ponti, dedicata alla biodiversità agroalimentare e al ruolo dei Presìdi Slow Food. Il programma prevede la visita alla Latteria Sociale di Branzi, realtà che valorizza la filiera lattiero-casearia di montagna e al Presidio Slow Food della Capra Orobica, presso l’Agriturismo Le Baite, dove sarà possibile approfondire il lavoro di tutela della razza autoctona e delle produzioni casearie legate al territorio.
Il 3 settembre il gruppo raggiungerà il territorio vercellese per visitare la riseria Fratelli Varalda, del Presidio Slow Food “Riso Gigante Vercelli”, approfondendo le pratiche di conservazione delle varietà tradizionali, il valore della biodiversità agricola e il ruolo dei produttori nella salvaguardia del paesaggio risicolo.
Dopo pranzo la giornata proseguirà a Rovasenda, per la visita alla riseria biologica “Una Garlanda”, dove gli studenti apprenderanno il “Metodo Stocchi”, studiato in tutto il mondo, che permette di coltivare il riso senza nessun trattamento, né quelli convenzionali né quelli ammessi dal biologico, riducendo di 2/3 il consumo di acqua e gasolio.
Per Slow Food, iniziative come questa rappresentano un investimento nelle relazioni internazionali e nella costruzione di una rete sempre più ampia con il mondo della formazione e della ricerca. Accogliere studenti provenienti da altri Paesi significa creare occasioni di dialogo interculturale, condividere esperienze concrete di tutela della biodiversità e contribuire alla diffusione di modelli agroalimentari più sostenibili.
La collaborazione con POLIMI GSoM e con la Tokyo University of Agriculture conferma come il confronto tra università, organizzazioni della società civile e produttori possa generare percorsi di alto valore formativo e scientifico. Attraverso queste partnership, Slow Food consolida il proprio impegno nella promozione di una cultura del cibo capace di connettere ricerca, educazione e comunità locali, rafforzando una rete internazionale orientata alla salvaguardia della biodiversità e alla costruzione di sistemi alimentari più equi e