L’olio extravergine costa troppo ?

Per approfondire i motivi che generano il prezzo finale del l’olio extravergine e capire a che cosa è dovuto un costo più alto, vi proponiamo un confronto tra tecniche e aree diverse di produzione a cura del nostro collaboratore Marco Antonucci.

Lucia produce olio in Lomabrdia: 300 piante secolari per ettaro potate a mano affacciate sul lago. Il gelo d’inverno, il secco d’estate, i parassiti in primavera e la mosca in autunno costringono a una continua attenzione in campo e all’utilizzo di costosi prodotti per contrastare gli infestanti. La raccolta avviene direttamente dai rami con morbidi pettini e con le mani; le olive sono adagiate in piccole casse termiche movimentate con motocarriole e portate subito in frantoio, dove l’olio estratto viene filtrato e imbottigliato.

Ulivi sul lago di Garda

Mauro produce olio in Andalusia. Le sue piante (1800 per ettaro) sono simili a cespugli. Le miti temperature invernali, l’irrigazione artificiale, il terreno semi-pianeggiante e l’assenza di mosca minimizzano i problemi in campo. La raccolta è fatta con scavallatrici (macchine automatizzate che spolpano le piante), le olive sono gettate sul cassone di un camion e scaricate nel piazzale di un enorme frantoio, dove l’olio estratto viene stivato in silos di acciaio. La potatura è fatta meccanicamente e serve per ridurre i problemi di raccolta alle macchine.

Uliveti Andalusia

Lucia ha un ettaro di terreno a terrazzamenti; Mauro 100 ettari pianeggianti, con frantoio privato. Lucia ha diverse cultivar autoctone, da sempre presenti sul Grada di difficile lavorazione: da 100 kg di olive estrae 9 litri di olio. Mauro ha una sola cultivar brevettata: da 100 kg di olive estrae fino a 27 litri di olio. Considerando che le voci a maggior incidenza in un olio sono la mano d’opera, il confezionamento e la resa ecco spiegato perché l’olio di Lucia può costare anche dieci volte di più rispetto a quello di Mauro.

In Italia, dove l’olivicoltura è principalmente di tipo tradizionale, come quella praticata da Lucia, con frantoi piccoli, spesso a conduzione familiare o cooperativo, l’extravergine ha un “prezzo medio nazionale” valutato intorno ai 10,00 euro al litro.

Un prezzo che può facilmente raddoppiare o quadruplicare perché maggiori sono la cura nella coltivazione, la varietà di olive magari autoctone, la conservazione del territorio, la lavorazione attenta, l’estrazione di profumi e gusti caratteristici, le certificazioni di origine controllata, le difficoltà di campo e di lavorazione… Maggiori sono gli sforzi e l’impegno economico.

Attenzione: questo non vuol dire che un olio per essere “buono” deve avere un prezzo elevato e non vuole nemmeno dire che se costa € 6,00 al litro è una truffa. Questi dati medi servono unicamente per far comprendere il perché generalmente un olio in Lombardia ha un prezzo più elevato, rispetto a uno prodotto in Spagna o in regioni italiane vocate all’olivicoltura quali la Puglia.

Marco Antonucci
marcoantonucci@yahoo.it

Per saperne di più su come si determina il costo dell’olio puoi leggere qui 

Se invece vuoi avere utili consigli su un corretto uso dell’olio clicca qui   

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Gli oli extravergini italiani di qualità stanno attraversando un momento di estrema sofferenza, dovuto alla crisi climatica e al mercato che premia oli che costano sempre meno e di cui sappiamo sempre meno. Slow Food da molti anni si impegna per tutelare invece chi ogni giorno si prende cura di oliveti antichi che disegnano il paesaggio italiano, mettendo a dimora varietà autoctone mantenendo così la biodiversità e adottano pratiche agricole sostenibili, evitando l’uso di fertilizzanti di sintesi e diserbanti chimici.

Per valorizzare il lavoro di queste aziende diffuse in tutte le aree olivicole abbiamo scelto di educare i consumatori, proponendo i corsi di conoscenza e degustazione di olio (il corso di olio del Master of Food: programma e calendario dei corsi qui) e pubblichiamo la Guida agli Extravergini che quest’anno è giunta alla ventunesima edizione e per noi rappresenta lo strumento principale di conoscenza, selezione e divulgazione delle peculiarità regionali, articolate in 750 eccellenti oli. I corsi e la guida sono il risultato dell’impegno continuo di tanti collaboratori, competenti, appassionati e vicini a Slow Food. Inoltre, in una sessione dedicata sul nostro sito, trovate info, notizie e approfondimenti sull’olio (come sceglierlo, usarlo, riconoscerlo) www.slowfood.it/olio

Ogni progetto ha bisogno di risorse e l’adesione all’associazione è il nostro strumento principale di sostentamento: ecco perché è nata la tessera di Socio Sostenitore Slow Olive.

Ogni Socio Sostenitore Slow Olive con una quota della propria tessera associativa finanzia il progetto del presidio Slow Food Olio Extravergine Italiano, il lavoro di selezione e degustazione degli oli, i momenti di aggiornamento e formazione dei collaboratori e le iniziative messe in atto per diffondere la cultura dell’olio, e riceve la Guida agli Extravergini Slow Food 2019, utile per conoscere meglio territori e cultivar, rivolgersi direttamente ai produttori e valorizzare i loro prodotti nelle cucine!

Per attivarla è semplice: vai su soci.slowfood.it clicca su associati e segui il percorso: tessere annuali, sostenitore Slow Olive e compila i campi.

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