L’impegno dell’Europa su clima e sostenibilità

Con il sì incassato nei giorni scorsi al parlamento europeo, per la Commissione europea è tempo di mettersi al lavoro. Commissario all’agricoltura è Janusz Wojciechowski e le sfide del suo mandato le ha inquadrate con chiarezza la presidente Ursula von der Leyen nella lettera del 10 settembre. La lotta perchè tutti abbiano accesso ad un cibo buono, pulito, giusto e sano, al centro della missione di Slow Food, passa da leggi e politiche che rendano tutto questo possibile ed è per questo che le parole della presidente von der Leyen fanno ben sperare.

Quello che promuove Slow Food è un sistema agroalimentare fondato sulle produzioni di piccola scala e sulle economie locali, che costituiscono l’anima di quelle comunità rurali che come ricorda anche von der Leyen sono parte di quel sistema agricolo «fondamentale per raggiungere i nostri impegni in materia di neutralità climatica ed è anche fortemente esposto agli effetti dei cambiamenti climatici». Una sfida che passa dalla promozione di un modello di agricoltura che riscopra il valore dell’agricoltura locale, della filiera corta; un modello agricolo che prediliga la fertilità dei suoli, la presenza di persone nelle campagne e la tutela della biodiversità, che metta quindi al centro un approccio agroecologico in cui le colture sono considerate come parte dell’ecosistema. Tutto questo nella convinzione che dalla filiera alimentare passi una parte consistente delle battaglie sociali, etiche e ambientali che i dati della crisi climatica hanno reso ancora più urgenti.

Nella strategia “Farm to Fork” su cui la presidente chiede un impegno al commissario Wojciechowski si ritrova l’impegno a ridurre l’uso di pesticidi, fertilizzanti e prodotti chimici, l’invito a migliorare la sostenibilità della filiera agroalimentare anche attraverso la produzione biologica. Tutte parole che richiamano impegni su cui vigilare.

Giovedì, alla vigilia del quarto sciopero globale per il clima l’Unione Europea ha dichiarato lo stato di emergenza climatica, un gesto certamente importante sul piano simbolico ma che, perchè non rimanga solo esercizio retorico, ha bisogno di conseguenti e concrete politiche e in questo sul fronte agricolo si giocano alcune delle battaglie fondamentali. È tempo insomma di passare dagli intenti ai fatti.

Da La Stampa del 1 dicembre 2019
di Giorgia Canali
g.canali@slowfood.it

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