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Ricordando l’incontro con i tre produttori di Granaccia di Quiliano

Ci fa enorme piacere pubblicare l’articolo della Sabrina Rossi, presente all’evento scorso e che ci fa rivivere quel gradito momento.

La Granaccia si presenta

Un assaggio di storia, vino e territorio. La 15° edizione della rassegna quilianese è stata accompagnata da una piacevole intervista ai tre principali produttori vinicoli in cui raccontano il loro percorso, le loro aziende e la loro produzione.

Lo scorso 8 novembre, presso la Sala Consiliare del Comune di Quiliano, si è svolta la presentazione della rassegna “La Granaccia e il territorio di Quiliano – Storie ed assaggi” a cura del sindaco Nicola Isetta e della Proloco di Quiliano e presenziata dal Prefetto Antonio Cananà.

Il programma della rassegna, giunta ormai alla 15° edizione, è stato organizzato in tre giornate che ha visto come protagonisti il vino, il territorio e le sue caratteristiche.

Di seguito alla presentazione, una interessante intervista del giornalista Mario Muda ai produttori quilianesi Giuseppe Parenti, Graziano Giusto, marito di Dionisia Turco, e Lorenzo Turco. La propria vita, le proprie aziende, la produzione, la passione per il proprio lavoro. Ad accompagnare l’intervista, la guida degustativa dei Sommelier Fisar.

“Da quando con l’amministrazione si è potuto promuovere il territorio con i prodotti di eccellenza – ha affermato Vincenzo Ricotta, responsabile di Slow Food –  noi come movimento e successivamente con la Proloco abbiamo fatto corpo unico e ci abbiamo sempre creduto. Anche le evoluzioni che si sono manifestate in tutti questi anni hanno portato a constatare che qualche buon passo avanti è stato fatto, ad esempio con il presidio dell’albicocca, il chinotto di Savona, la Granaccia e i vini di Quiliano sono la testimonianza di tutto questo”.

Nata quindici anni fa, la rassegna aveva due obiettivi principali. Il primo, porre Quiliano al centro di un progetto, ovvero quello della Granaccia; il secondo, creare un collegamento tra il vino ed il territorio.

“Mi fa molto piacere che questo percorso in questi anni sia andato avanti, – ha sottolineato il Sindaco Nicola Isetta –così come  ritrovare aziende presenti quindici anni fa e che stiano nascendo altre aziende che investano su questo territorio. Inoltre, mi fa molto piacere che la Granaccia abbia trovato una diffusione ampia nella nostra regione, perché è giusto che si allarghi e che si lavori di più insieme”.

Durante la serata, il giornalista Mario Muda ha intervistato i tre maggiori produttori di Granaccia del territorio.

Giuseppe Parenti, dopo una lunga esperienza nella navigazione, si è stabilizzato in questo comune. Iniziato nel 2010 tutto per scherzo dalla domanda «Compriamo un bosco o una macchina?»,  ha acquistato 300 barbatelle, poi successivamente rivalutato terreni, comprato vigne abbandonate e risistemate. Attualmente possiede circa un ettaro e mezzo di terreno coltivato e piantato per la Granaccia.

Nel 2016 ha partecipato ad un concorso internazionale e mondiale della Granaccia, Grenaches du Monde, rientrando tra i primi 200 premiati e vincendo la prima medaglia d’argento. La seconda è arrivata nel 2017 in Spagna.

“Sicuramente è stato meglio scegliere il bosco – ha affermato Parenti – ma la Granaccia non è una cosa semplice. E’ un vitigno delicatissimo e va curato sempre e costantemente, ma è una grande soddisfazione”.

Graziano Giusto, marito della produttrice Dionisia Turco, ha iniziato la sua esperienza di produzione della vigna negli anni ’70 per passione, avendo come maestro il padre di Massimo Becco. Dopo gli anni ’90 ha rilevato un vigneto di dodici terrazzamenti, un lavoro esclusivamente manuale e quindi molto faticoso in quanto non possono accedervi mezzi.

Ultimo produttore rimasto del Buzzetto a Quiliano, Giusto ha sempre mostrato la sua grande dedizione e passione per la propria vigna riuscendo ad ottenere prodotti di grande qualità.

Lorenzo Turco, punto di riferimento e produttore della Granaccia, ha valorizzato e ingrandito l’azienda di famiglia portandola ad un livello di importanza regionale.

Con la propria famiglia ha espiantato tutti i vigneti di Buzzetto per piantare Granaccia, fino ad ottenerne quattro ettari ed una produzione di vino abbastanza elevata (circa 20.000-25.000 bottiglie).

 

Insediatisi fortemente sul territorio quilianese, Turco e la sua famiglia hanno deciso tredici anni fa di puntare anche sulla gastronomia unita al vino, perciò hanno provveduto ad aprire un proprio ristorante caratterizzato da piatti tipici liguri di un tempo.

“E’ un’azienda che ha bisogno ancora di crescere un po’ come vigneti per poter raggiungere una produzione di almeno 50.000 bottiglie – ha sostenuto in conclusione Turco – e per coprire anche confini nazionali”.