Liberi tutti: fuori le gabbie dall’Europa

Dobbiamo raggiungere 1 milione di firme per salvare oltre 300 milioni di animali in Europa

In Europa, circa 300 milioni di animali sono confinati in gabbie ogni anno. I loro derivati – carne, uova, latticini – sono destinati a finire sui banchi dei nostri supermercati e, quindi, nelle nostre case. Non possiamo far finta di nulla: la questione delle gabbie riguarda anche noi. È tempo di dire basta!

Fin da quando ha iniziato il processo di domesticazione di alcune specie animali, l’uomo ha instaurato con loro un rapporto intenso, fatto di conoscenza e riconoscenza. Questo rapporto, però, si è incrinato, a causa dell’industrializzazione dell’allevamento e della globalizzazione, fondandosi progressivamente sulla negazione di qualsiasi diritto e, spesso, sulla violenza.

Oggi il benessere di milioni di animali risulta gravemente compromesso.

Le galline ovaiole, ad esempio, sono allevate in capannoni da centinaia di migliaia di capi, chiuse in gabbie che impediscono agli animali comportamenti naturali come raspare, grattarsi, sbattere le ali… a volte semplicemente girarsi. Nei grandi allevamenti di suini di vari Paesi, invece, le scrofe trascorrono ancora molto tempo – anche 4 mesi – nelle gabbie di gestazione senza potersi muovere agevolmente. Conigli e quaglie trascorrono l’intera vita in gabbie di batteria; già a pochi giorni dalla nascita, i vitelli sono rinchiusi in box individuali senza avere rapporti con la madre.

Gli stati europei hanno legislazioni che, in alcuni casi, proibiscono di usare le gabbie, ma ciò nonostante ancora oggi milioni di animali da allevamento sono rinchiusi per tutta o gran parte della loro vita.

Insieme, possiamo mettere fine a questo sistema grazie all’Iniziativa dei Cittadini Europei (ECI) End the Cage Age!

Anche Slow Food, infatti, che da anni si adopera per sensibilizzare gli allevatori sul tema del benessere animale, sostiene la petizione lanciata da Compassion in World Farming (CIWF), che chiede al Parlamento Europeo di porre fine a questo sistema di allevamento negli stati dell’Unione. La campagna europea, che ha riunito oltre 130 associazioni europee, ha già raccolto più di 300.000 firme, ma non bastano.

Dobbiamo raggiungere 1 milione di firme in almeno 7 Stati membri. Se la petizione dovesse raggiungere i numeri richiesti, la Commissione avrà tre mesi di tempo per analizzarla e rispondere, decidendo se dare o meno seguito all’istanza.

Nel sistema attuale gli animali pagano ancora un prezzo elevato ed è tempo di cambiare le cose. Un allevamento diverso è possibile. Lo dimostrano i Presìdi Slow Food che da anni cercando di proporre e mettere in atto un sistema di allevamento più rispettoso del benessere animale e del pianeta, dove gli animali vivono più a lungo, non sono mutilati, sono nutriti in maniera sana e curati.

Negli allevamenti a pascolo, gli animali vivono all’aperto per gran parte dell’anno e crescono mangiando soprattutto erba, fieno e integrazioni di cereali. I vitelli e i suinetti nascono nell’azienda e vengono lasciati con le madri per un periodo più lungo. L’accesso allo spazio aperto impedisce agli animali di diventare aggressivi e con questo sistema di allevamento è possibile evitare l’utilizzo di antibiotici. Infine, nelle aziende agricole di piccola scala, gli animali vengono macellati in modo da evitare il più possibile paura e dolore.

Firma la Eci contro le gabbie, insieme possiamo fare la differenza!

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