Leggere con gusto per un’estate slow

Che cosa vi portate sotto l’ombrellone? Avete già riempito lo zaino di libri? Se siete dei tira tardi e mentre stavano distribuendo le buone dosi di organizzazione eravate al bar con me a sbevazzare una bella bolla, ecco il post che fa per voi.

Metto le mani avanti e vi dico già che questi consigli di lettura vi porteranno tutte e tutti sullo shop di Slow Food Editore. Non solo perché si gioca in casa, ma perché alcune chicche non vanno perse.

Come per esempio i volumi della Piccola Biblioteca di Cucina Letteraria, tra le mie collane preferite, che mette insieme i ricordi di alcune delle penne più importanti della tradizione letteraria e artistica italiana: Nicola Lagioia, Giuseppe Culicchia, Carlo Petrini e Giovanni Arpino, e ancora Lella Costa, Moni Ovadia e Giorgio Conte, Lou Palanca e Hans Tuzzi, Massimo Carlotto e Matteo Codignola.

Vi anticipiamo che il 4 settembre uscirà Guerra e pane il racconto di Margherita Oggero che, sullo sfondo della Torino deibombardamenti e dell’immediato dopoguerra, ritrae con disincanto e ironia garbata, una quotidianità fatta di piccoli gesti, oggetti e riti familiari spesso legati al cibo, e cioè al ménage frugale scandito dai razionamenti e dagli stratagemmi per mettere assieme il pranzo con la cena.

Per ingannare l’attesa vi proponiamo un estratto da Lepre al civet, volume firmato da Giorgio Conte e appartenente alla stessa collana, che ci dà utili indicazioni di come preparare questo piatto luculliano.

«Per fare una lepre al civet ci vuole, prima di tutto, una lepre. Non pren

detela in polleria, ma da un cacciatore (se non è un tuo amico, che ne la regala, ti chiederà intorno ai duecento euro). Se invece tu sai andare a caccia, te la vai a cercare in terreno libero, non nelle riserve. Dunque, per raggiungere il fine ultimo, quello di mangiare la lepre al civet, bisogna: 1) alzarsi presto – tipo le cinque e mazza del mattino; 2) guardare fuori dalla finestra, così giusto per veder che tanto con qualsiasi tempo si esce comunque; 3) vestirsi da caccia (pedule, stivali, calzoni di fustagno, camicia di flanella, giaccone con “cacciatora”); 4) fare piano per non svegliare chi dorme; 5) accendere il gas sotto la moca già pronta e farsi un panino di pane e salame; 6) prendere il cane; 7) controllare il fucile; cartucce, documenti te borraccia dell’acqua; 8) salire in macchina e dirigersi in campagna.»

Come potete leggere,  l’incipit è già tutto un programma.

Altra lettura che vi farà rilassare (e riflettere) è la nuova fatica di Chris Ying (co fondatore ed ex direttore responsabile di Lucky Peach) accompagnata da una prefazione di, niente po’ po’ di meno che René Redzepi (chef e comproprietario del Noma di Copenaghen): Il tuo cibo è il mio cibo ci insegna quanto la nostra cultura gastronomica sia ricca di connessioni e povera di barriere.

Perché la cucina non esiste senza il movimento libero e giusto di materie prime, idee e persone. Il gusto è un innegabile beneficio dell’immigrazione.

Abbiamo pensato anche ai vostri figli, nipoti, amici più giovani. Ma leggerlo, farò un gran bene pure a voi cresciutelli.

Salviamo il mare e gli oceani – Manuale del giovane ecologista è un libro quanto mai attuale. Ve lo presentiamo con le parole di una nostra lettrice (quale migliore recensione)  «Se avete a cuore il bene del nostro pianeta leggete questo libro in famiglia e tenete sempre a mente che ogni gesto ecologico è semplice ma prezioso e va trasmesso ai figli: ai loro occhi diventerà un gesto di routine, come vestirsi o mangiare, e contribuirà a rendere il mondo un posto migliore».

E come si dice, last but not least, le ricette giuste per l’estate

L’indispensabile è Estate – vita e cucina di stagione, con tutti i suggerimenti giusti per sintonizzarvi con la natura a partire dal piacere della cucina. Ma mi piace molto anche Il Gusto di mangiare insieme per scegliere stagione dopo stagione il menu più giusto per i vostri ospiti.

Oddio quasi mi dimenticavo. Per i fortunati che sono in vacanza a sollazzarsi, magari davanti al mare c’è Pesce. La piccola pesca e la sua cucina un viaggio lungo le coste italiane attraverso fotografie d’autore alla scoperta delle piccole comunità di pescatori che ci hanno raccontato le difficoltà e i segreti del loro lavoro. Una raccolta di storie, di quelle di cui purtroppo non si parla abbastanza, che ci restituiscono un mondo antico da cui tutti avremmo molto di cui imparare. Ovviamente poi dal pescato si giunge poi alla tavola con il meglio della cucina regionale marinara.

Che dirvi di più? Mi auguro di aver stuzzicato stomaci e cervelli!

Con l’augurio di uno spassoso, quanto slow, Ferragosto.

A cura di Michela Marchi
m.marchi@slowfood.it

 

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