Legge sul bio, cosa cambia per l’agricoltura italiana

Dopo 15 anni di attesa, finalmente il Senato ha approvato con un voto quasi plebiscitario (195 voti a favore, uno contrario e un astenuto) il disegno di legge sull’agricoltura biologica.

Ora il testo torna alla Camera dei Deputati per la terza lettura, quella definitiva. Anche perché Palazzo Madama ha introdotto nel frattempo modifiche a quello licenziato da Montecitorio in prima lettura. Dopo tanti anni, quindi, arriva lo strumento normativo fondamentale per supportare l’agricoltura italiana nella necessaria transizione agroecologica richiesta dal Green Deal europeo e dalle strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030.

Data l’importanza e il ruolo chiave della legge, per la nostra economia ma anche per la nostra società e ambiente, vogliamo approfondirne i contenuti insieme ai rappresentanti delle associazioni di settore e a chi questa legge l’ha scritta.

Vi invitiamo quindi giovedì 10 giugno alle 18.30 sulla pagina Facebook di Slow Food Italia per un incontro in cui vorremmo non solo illustrare i contenuti, ma anche capire il perché delle polemiche nate proprio in seguito alla approvazione, ricordiamo praticamente unanime, al Senato.

Ne parliamo con:

Maria Grazia Mammuccini, presidente Federbio

Susanna Cenni, vicepresidente Commissione Agricoltura alla Camera

Carlo Triarico presidente dell’Associazione italiana di agricoltura biodinamica

Francesco Sottile, esponente del Comitato esecutivo di Slow Food Italia

 

Una legge necessaria

Una legge che aspettavamo da anni e «che è destinata a riconoscere l’importanza del settore ma anche a migliorarlo e a fargli fare decisi passi in avanti» ci ricorda Maria Grazia Mammuccini presidente di Federbio che sottolinea il risultato ottenuto grazie al grande impegno «di tanti agricoltori, spesso giovani, delle imprese dell’intera filiera, dei territori e dei sistemi locali, delle associazioni del bio, che hanno lavorato per anni con convinzione, per lo sviluppo di un’agricoltura sana per la salute dell’uomo e della terra, portando a un aumento di quasi l’80% della superficie destinata al bio in soli 10 anni. Impegno sostenuto dalle scelte dei cittadini che hanno aumentato sensibilmente la domanda di cibo bio, raddoppiando le vendite, sempre negli ultimi 10 anni».

Legge biologico sintesi contenuti

Fonte FederBio

Disegno di legge sul biologico: i miglioramenti per l’agricoltura italiana

Ed è sempre la presidente di Federbio a chiarire perché questa legge mancava perché ne abbiamo davvero bisogno.

Marchio del bio made in Italy

La legge licenziata dal Senato pone una forte attenzione alla produzione italiana: «il biologico italiano ha una marcia in più confermata dalla creazione e valorizzazione di un marchio del bio made in Italy. Siamo i primi in Europa e forse nel mondo a farlo».

Distretti bio

«Poi ci sono i distretti, perché il bio non è solo una maniera di produrre, è una maniera per tutelare le risorse ambientali e creare nuove relazioni sociali che valorizzino il territorio e la comunità locale. I biodistretti potranno valorizzare la produzione pulita, rafforzare la possibilità di ‘fare squadra’ tra agricoltori e cittadini, creare distretti produttivi di scala locale e anche la possibilità di gestire in maniera innovativa la tutela dalle contaminazioni accidentali da pesticidi, per le quali, nei distretti bio, dovrà essere il convenzionale a dover adottare le pratiche necessarie per la tutela delle produzioni bio.

L’impulso alla ricerca sull’agroecologia

«Nella legge ci sono anche i dettami per la ricerca verso l’agroecologia, di cui il biologico ha assoluta necessità, per capire ancora meglio come sostenere una produzione che non viene ‘forzata’ con la chimica di sintesi e impone agli agricoltori biologici e alle imprese della filiera di trovare soluzioni innovative». E come ripetiamo sempre necessarie a una transizione ecologica vera e non solo di facciata.

Il piano d’azione nazionale

«La legge prevede il Piano di azione nazionale che fa il paio con quello impostato a livello europeo, un pezzo importante della visione strategica da qui a 10 anni: sarà l’occasione per impostare una strategia e una programmazione nazionale collegata al Piano Strategico Nazionale della Pac, che individui obiettivi ambiziosi di crescita del biologico e gli strumenti necessari per raggiungerli, sia in termini di supporto agli agricoltori per l’aumento della produzione, sia per la diffusione di una corretta informazione ai cittadini per favorire l’aumento della domanda di prodotti bio».

Insomma una legge che non solo aumenta il prestigio della produzione italiana, ma imbastisce quel cambio di paradigma del sistema alimentare che auspichiamo da anni. Perché l’unico in grado di tutelare le risorse e garantirne la durabilità.

 

Trovate l’intervento completo della presidente Maria Grazia Mammuccini qui Legge sul bio, finalmente  

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • SiNo