Le razze locali, secondo la FAO, sono 7745: il 26% è a rischio di estinzione e sul 67% non ci sono informazioni adeguate. Solo il 7% delle razze locali può essere considerato non a rischio. In Europa, metà delle razze esistenti all’inizio del XX secolo è ormai estinta.

L’estinzione di una razza è un fenomeno irreversibile. Una perdita enorme, non solo in termini genetici. Dietro una razza c’è sempre un ecosistema, una storia, una cultura, un artigianato alimentare, una tradizione gastronomica, un’economia.

Slow Food cataloga le razze a rischio di estinzione sull’Arca del Gusto e si impegna per la loro salvaguardia con il progetto dei Presìdi.

Per salvare le razze locali è fondamentale valorizzare e promuovere i prodotti trasformati (formaggi, carni e salumi): questa è forse l’unica strada per fa sì che il loro allevamento sia remunerativo e che il numero di capi non continui a calare inesorabilmente.

Perché è importante salvare le razze locali?

  • Perché, nel tempo, si sono adattate a climi e ambienti differenti, a territori impervi e ostili (aridi, freddi, paludosi…) e ad aree marginali, dove la presenza dell’uomo è un baluardo per la difesa del territorio.
  • Perché il patrimonio genetico delle razze locali è utile anche alla ricerca, per selezionare gli animali più resistenti e tolleranti. Le popolazioni animali geneticamente più diverse sono inoltre meno suscettibili alle epidemie su larga scala. Alcune razze locali sono più resistenti a certe malattie rispetto alle razze selezionate (cosiddette internazionali o commerciali). La vacca n’dama dell’Africa occidentale, ad esempio, è tollerante alle febbri derivanti dal morso della mosca tse-tse, mentre la pecora vicentina, di cui sono rimasti solo un centinaio di capi (nell’800 sull’altopiano di Asiago, se ne contavano oltre 200.000), è l’unica razza ovina resistente alla scrapie, una forma di encefalopatia spongiforme appartenente allo stesso ceppo della Bse (il morbo della mucca pazza).
  • Perché le razze locali, se allevate in modo sostenibile nei loro territori di origine, forniscono latte e carne di grande qualità per la produzione di formaggi e salumi. I bovini autoctoni, ad esempio, producono meno rispetto alle razze commerciali, ma il loro latte, spesso, ha un maggiore tenore di grassi e caseina, importanti per produrre formaggi di qualità.
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