L’agricoltura delle aree terremotate rinasce al Mercato della Terra

Il Mercato della Terra di Comunanza, primo nella regione Marche, nasce nel 2017 per aiutare i produttori locali a ripartire dopo gli eventi sismici che hanno colpito il centro Italia nell’agosto e nell’ottobre del 2016.

L’idea arriva dal presidente di Slow Food Marche, Ugo Pazzi, con l’obiettivo di dare un segnale forte alla rete regionale, dal momento che mai si era cimentata in questa attività.

Comunanza è un comune montano a economia agricola e industriale in provincia di Ascoli Piceno e conta circa 3000 abitanti. Colpito dal sisma senza gravi conseguenze per i residenti e il sistema produttivo, doveva trovare uno sbocco ai prodotti agricoli e dell’allevamento.

Ed è questo ad aver pesato nell’individuazione come sede del mercato di Comunanza, già attiva con il Presidio della mela rosa dei Monti Sibillini.

Secondo Ugo Pazzi «il Mercato rappresenta una grande risposta a un tema che già aveva interessato Comunanza: la riconversione del mondo industriale all’agricoltura di qualità e al turismo. Il grande obiettivo è quello di mantenere le popolazioni sul posto, migliorare la qualità della vita, educare a mangiare meglio e, soprattutto, ricondurre i giovani verso un cibo buono, pulito e giusto».

Il Mercato rappresenta quindi un modo per riaffermare i temi di una sana alimentazione tra gli abitanti di un paese che sta perdendo le proprie tradizioni tra gli scaffali dei centri della grande distribuzione organizzata.

«Gli orti sono sempre meno numerosi – aggiunge Pazzi -, i bambini consumano merendine confezionate come a Roma o Milano. Il recupero della tradizione deve essere un impegno costante che parte dai banchi di un mercato, tra le delizie di produttori giovani e volenterosi».

Sono proprio i giovani a credere maggiormente in queste iniziative e a sostenere il recupero del passato, della qualità e della semplicità, nonostante le numerose difficoltà.

«L’offerta produttiva del territorio in sé non ha avuto particolari problemi a seguito del terremoto. Il Mercato ha aiutato molto i produttori, permettendo loro di avere a disposizione un luogo in cui poter presentare le loro produzioni alle persone della zona. Perché questa è la vera difficoltà: non sapere a chi vendere» dice Laura Maroni, produttrice di confetture e succhi, partecipante, insieme con altri produttori ad una vasta rete, interna al Mercato.

Perché dopo il terremoto si sono interrotte le relazioni sociali, gli scambi tra un paese e l’altro, e sono venuti meno i turisti, che sono la vera risorsa della zona terremotata.

Nella settimana di Ferragosto, prima del sisma, solo ad Accumoli si contavano 2000 visitatori e abitanti di seconde case che venivano a passare un periodo di relax sugli Appennini, in questo bellissimo angolo della nostra Penisola.

Il Mercato della Terra è da poco diventato itinerante, animando i centri di San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno, e permettendo così ai produttori di diffondere le loro produzioni sul territorio.

 

Elisa Teppa

e.teppa@slowfood.it

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