Quotazione dell’acqua in Borsa? No, grazie!

Quotazione dell’acqua in Borsa: la ciliegina sulla torta del 2020, anno già complicato da innumerevoli punti di vista che tutti ben conosciamo.

Sì, proprio l’acqua, che a poco serve chiamare oro blu, risorsa essenziale, diritto fondamentale, se poi la mettiamo sul mercato esattamente come qualsiasi altra merce, aprendo a speculazioni e strategie finanziarie.

Chi vi legge una buona notizia assicura che così facendo si potranno limitare oscillazioni pericolose al prezzo dell’acqua in periodi di particolare siccità, ma sinceramente questa spiegazione ci sembra un po’ disneyana. Non scordiamoci infatti che le principali guerre scaturiscono spesso da speculazioni finanziarie sulle materie prime, dal grano all’accesso alle sorgenti, appunto.

No alla quotazione dell'acqua in Borsa«Non si può dare valore all’acqua come si fa con altre materie prime scambiate» ha detto Pedro Arrojo-Agudo, Relatore Speciale dell’Onu sul diritto all’acqua, lanciando l’allarme e ricordando come «l’acqua appartiene a tutti ed è un bene pubblico. È strettamente legato a tutte le nostre vite e ai mezzi di sussistenza ed è una componente essenziale per la salute pubblica». Concetto che già noi italiani avevamo espresso nell’ormai lontano 2011, quando avevamo votato in massa cercando di affermare l’importanza dell’acqua bene comune.

 

Accesso all’acqua che fa rima con cambiamento climatico e inquinamento: uno dei nostri beni più importanti è già infatti minacciato da una popolazione in crescita, dall’aumento delle richieste e da un uso spropositato legato all’agricoltura intensiva e all’industria mineraria. Settori, questi, destinati quindi a trarre profitto e interesse dalla quotazione in Borsa dell’acqua, a discapito dei settori economicamente più marginali come l’agricoltura di piccola scala.

Slow Food Italia contro l’accaparramento delle fonti

Insomma, l’inizio della quotazione dell’acqua segna un prima e un dopo per questo bene indispensabile per la vita sulla Terra e rappresenta una grave minaccia ai diritti umani fondamentali.

No alla quotazione dell'acqua in Borsa

Per questo ancora una volta Slow Food Italia, parte del comitato promotore del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, sostiene e rilancia l’appello Quotazione in Borsa dell’acqua: NO grazie, per chiedere al Governo di prendere finalmente posizione e agire concretamente per adottare provvedimenti legislativi che ne sanciscano la gestione pubblica e approvare investimenti contro il dissesto idrogeologico e contro l’accaparramento delle fonti.

Firma subito!

Per ulteriori informazioni visita il sito dell’Ohchr

 

Alessia Pautasso, a.pautasso@slowfood.it

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