La rivincita della barbabietola

È ancora un periodo perfetto per le barbabietole o più comunemente rape rosse, un ingrediente spesso sottovalutato in Italia che sta iniziando a trovare spazio nei menù dei ristoranti forse proprio grazie alla sua estetica molto “instagrammabile”. Sempre che vi piaccia il rosa… La barbabietola è un prodotto che costa poco (mai più di un euro al chilo), ha proprietà nutritive ottime e una versatilità in cucina che forse può soltanto invidiare alla zucca. Dobbiamo essere precisi: parliamo delle rosse radici imparentate con le barbabietole da zucchero e con le biete da costa e da foglie. Ricordano molto le rape o il sedano rapa, tranne che per il colore. Sono ricche di sali minerali, vitamine e aminoacidi.

Molti si limitano a consumare le radici, dai riflessi violacei e a volte striate di giallo (a Chioggia l’interno è quasi arcobaleno), ma ci teniamo a sottolineare che se ne possono anche consumare le foglie. Intanto sono una bella garanzia di freschezza se non sono appassite e poi hanno un piacevole sapore acidulo, che ben accompagna, in contrasto, il dolciastro della radice. Le foglie sono grandi e verdi scure, dal lungo picciolo, si possono cucinare come gli spinaci. La radice invece molti sono abituati a mangiarla lessata con un filo d’olio, cruda (dev’essere molto fresca) o tagliata a julienne per un’insalata.

In tema di insalata vi diamo una ricetta goriziana di derivazione balcanica. Amalgamate dello yogurt greco di pecora con uno spicchio d’aglio schiacciato, due cucchiai di aceto, sale e pepe. Tagliate le barbabietole a cubetti dopo averle pelate e unitele all’amalgama che diventerà di colore fucsia. Decorate il tutto a piacere con dei pezzetti di feta e grani di cumino.

E sono anche ottime con le patate, possono essere utilizzate per un’insalata russa, oppure diventano un fantastico ingrediente per insaporire e colorare le nostre paste fresche o per un loro ripieno assieme a un po’ di pancetta e ricotta.

Voi cercate le locali al mercato in Pianura Padana ma anche in Lazio, Puglia e Campania.

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