La prima regola per non sprecare? Conservare bene!

Cuki, Liebherr e Slow Food Italia insieme per ridurre gli sprechi alimentari. Anche a Slow Fish abbiamo voluto dedicare spazi importanti per riflettere e sopratutto eliminare lo spreco alimentare. Sta mattina, Marianna Vitale del ristornate Sud ci ha insegnato a preparare ottimi ravioli al vapore usando ogni parte delle triglie. Vi assicuriamo, erano buonissimi.

Nel pomeriggio invece abbiamo approfondito l’argomento con due aziende con cui lavoriamo da anni: Cuki e Liebherr con cui abbiamo affrontato l’argomento da un altro punto di vista: quando non riusciamo a sbafarci tutto, quel che dobbiamo fare è conservare bene gli alimenti che avanzano… E così mentre Davide Berselli, ad di Bsd distributore di Liebherr Iitalia, ci ha illustrato l’importanza della tecnologia nella conservazione, soprattutto per quanto riguarda il risparmio energetico e la distribuzione delle temperature, Carlo Bertolino, direttore Marketing di Cuki Cofresco Srl, ci ha parlato del progetto per il recupero del cibo dalle mense collettive: «Il tema del recupero del cibo è per noi molto importante. In coerenza con la nostra mission aziendale nel 2011 Cuki, in collaborazione con Banco Alimentare Onlus, abbiamo avviato Cuki Save the Food, il progetto per il recupero del cibo dalle mense collettive. A oggi sono oltre 14.000.000 le porzioni salvate, pari a circa 3500 tonnellate di  cibo recuperato in favore dei più bisognosi».

Il progetto Cuki Save the Food è una delle prime operazioni di charity a lungo termine in Italia. Può contare sulla disponibilità di 200 mense aziendali (tra cui Bulgari, Iveco, Barilla, Poste Italiane, Bayer, Banca Intesa, D&G, Gucci, Malpensa, Google, Nestlè, Lindt, Scavolini) su tutto il territorio italiano avviando, in questo modo, un circolo virtuoso per cui le eccedenze alimentari vengono raccolte quotidianamente dai 170 volontari di Siticibo di Banco Alimentare e donati a oltre 8.000 enti caritativi.

Da Cuki Save the Food, nel 2016, nasce Cuki Save Bag, la doggy bag di Cuki, creata con l’obiettivo di consentire la riduzione degli sprechi alimentari nel settore della ristorazione. E di recente Cuki ha lanciato l’indagine “Doggy Bag a Chi?” che per la prima volta ha voluto dare un perimetro al tema dello spreco alimentare analizzando le abitudini degli italiani fuori casa.

La ricerca disegna un’Italia abbastanza diversa a seconda delle regioni: nel Centro e nel Sud quasi 2 italiani su 3 dimostrano remore nella richiesta della doggy bag, mentre nel Nord solo 1 su 2. Se da una parte oltre il 58% degli avventori si vergogna a chiedere e a uscire dal ristorante con una doggy bag, la ricerca mette in luce anche le mancanze da parte della ristorazione: i dati ci dicono che circa il 77% dei ristoratori propone “mai o raramente” ai propri clienti di portare via il cibo con un contenitore simile alla doggy bag. È quindi richiesto un cambiamento di mentalità da parte di tutti e qualcuno deve iniziare a fare il primo passo: ed è quello che Cuki sta facendo con la ristorazione: non c’è niente di cui vergognarsi!

(maggiori informazioni sul sito www.cukisavethefood.it)

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • SiNo