La Porta del Sud verso il mondo

Il Sud Italia non è solo pizza e cannoli. Noi italiani lo sappiamo, ma all’estero?
Il progetto Porta del Sud di Eataly Bari si pone come obiettivo la valorizzazione di prodotti tipici del Mezzogiorno, prima a livello nazionale poi internazionale.

inaugurazione porta del sud eataly9Le eccellenze gastronomiche di sette regioni del Sud verranno ospitate gratuitamente all’interno del punto vendita Eataly Bari, ne La Piazza dei Produttori, che sarà un trampolino di lancio per le aziende: «Abbiamo recuperato l’idea antica di mercato che è il modo più bello ed essenziale per raccontare il cibo – racconta Andrea Guerra presidente esecutivo di Eataly -. I produttori arrivano qui con il loro prodotti, li raccontano, li vendono e tornano a casa. Se sono stati bravi per qualità e servizio, allora li portiamo in Italia e in America».

Ogni mese dieci aziende avranno questa possibilità, tutte selezionate grazie all’aiuto di Slow Food, per creare un piccolo mercato con un tocco in più: i produttori organizzeranno per il pubblico eventi enogastronomici come cene e degustazioni, in modo da valorizzare il più possibile i frutti del loro lavoro. «Abbiamo seguito il progetto fin dall’inizio – dichiara Salvatore Pulimeno segretario di Slow Food Puglia – e ci ha convinto perché è un accordo vantaggioso per i produttori, che possono decidere in autonomia quanto far pagare i prodotti: è un’inversione di rotta rispetto al modello corrente in cui è la Grande Distribuzione a stabilire il prezzo».

«La biodiversità alimentare è il nostro patrimonio, è il nostro petrolio e ugualmente lo sono le piccole imprese per le quali spesso è difficile fare rete», spiega Oscar Farinetti patron di Eataly nel raccontare le ragioni che lo hanno portato a realizzare Porta del Sud.
Anche Carlo Petrini sostiene il progetto perché «è un’iniziativa che può essere presa a modello. Un’alleanza che spero possa dare buoni frutti e avere un grande successo in Italia e nel mondo. Il mio augurio è che tutti possano fare la loro parte e Slow Food possa svolgere un ruolo attivo nella sensibilizzazione della filiera cercando di lenire le sofferenze di ogni componente della catena produttiva».

Chi sono i produttori del primo mese? Conosciamoli insieme.

Le Cantine Imperatore di Gioia del Colle (Ba): una giovane imprenditrice del settore produce vini di ottima qualità che rappresentano in modo esemplare il connubio fra vino e territorio, utilizzando le storiche tecniche di vinificazione locali e invecchiando i vini in una grotta del ‘700.

Vini campani invece per la cantina SanPaolo di Claudio Quarta (Av): la provincia di Avellino, tradizionalmente dedita alla vitivinicoltura d’eccellenza, è patria di vitigni pregiatissimi come il Greco di Tufo, la Falanghina, il Fiano e l’Aglianico d’Irpinia, che rappresentano la massima espressione del terroir campano.

piazza EatalyBari5Amari & Rosoli (Ba) è una piccola azienda che produce liquori artigianali di alta qualità fatti solo con frutta fresca di stagione ed erbe spontanee del “Parco Nazionale Rurale dell’Alta Murgia”.

Non mancheranno i produttori della riserva naturale di Torre Guaceto (Br), fra cui Calemone Torre Guaceto, con la passata di pomodoro di Torre Guaceto Presidio Slow Food e i carciofi sott’olio: questi prodotti sono il frutto della fortunata combinazione di un territorio generoso e dell’assoluta dedizione e passione dell’azienda per esso.

Il Salumificio Iozzo (Cz) proporrà soppressate, salsicce e capocollo calabrese, che produce seguendo antiche ricette tramandate e scegliendo solo carni italiane controllate e certificate.

L’azienda agricola Raimo (Sa) ha dieci ettari di terreno dedicati a una produzione selezionata che rispetta la natura e la bontà dei prodotti, che sono lavorati secondo tradizione: sottoli, sughi e passate del Cilento sono solo alcune delle prelibatezze che porteranno da Eataly.

Caseifico F.lli Tarantino (Ba) utilizza latte locale dell’alta murgia barese per produrre ottimi prodotti caseari, come fiordilatte, burrate e il famoso Pallone di Gravina Presidio Slow Food.

La tradizione gastronomica pugliese è ricca di ricette semplici e buone: Di Molfetta (Bt) produce olio extra vergine da tre generazioni, ed è specializzato nella produzione di conserve, sottoli, taralli e cosmetici a base olio.

È interprete tipico della storia del Gargano, il Pastificio Casa Prencipe (Fg): i loro prodotti, come la pasta secca di semola di grani pugliesi, rispettano le tradizioni, l’ambiente e le persone che li lavorano.

I terreni calcarei e argillosi di Carpino sono perfetti per la coltivazione delle fave e non a caso proprio qui si coltiva una delle varietà più apprezzate di tutta la Puglia: la Fava di Carpino Presidio Slow Food. Coltivata da sempre con un metodo tradizionale, questo legume ha caratteristiche uniche che il presidio si pone l’obiettivo di tutelare.

Per concludere al meglio, Dolci Terre (Av) con il torrone dall’Irpinia.

Il giorno dell’inaugurazione erano presenti anche i prodotti di “Oro del parco” preparati con il pomodoro Fiaschetto di Torre Guaceto Presidio Slow Food e Il Consorzio del Biscotto Cegliese (Br) con il Biscotto di Ceglie, Presidio Slow Food.

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