Siamo alla frutta, consoliamoci con le fragole

Purtroppo la pioggia ha continuato a imperversare in tutto il Paese, al Nord fino a ieri mentre ci sono parecchi strascichi al Sud anche in questo fine settimana. Come già riferito nei giorni scorsi tutto ciò ha un impatto molto negativo sulla frutta, sia in termini di produzione sia in termini di domanda da parte dei possibili acquirenti.

Purtroppo in campagna non sono sufficienti un paio di giorni di sole per ristabilire una situazione di umidità ideale a far maturare bene la frutta: non è come in città che quando si vede l’asfalto asciutto sembra davvero sia arrivato il caldo. In realtà quando la terra è zuppa d’acqua servono sette o dieci giorni per tornare a quella normalità che ci si aspetterebbe in questa stagione.

Il maggio molto piovoso ha purtroppo compromesso il raccolto delle ciliegie a livelli mai visti negli ultimi decenni. Marciscono, e le poche che non arrivano spezzate sui banchi a quattro o cinque euro al chilo non si comprano per meno di 10-14 euro. Un peccato per noi, perché purtroppo la stagione delle ciliegie è sempre limitata nel tempo e non ci sarà tanto modo per riprendersi, ma un gran peccato per gli agricoltori che vedono interi raccolti da buttare via con evidente danno economico.

Per le albicocche, che al momento sinceramente non sono tanto buone, ci sarà tempo per un miglioramento della qualità generale. Forse, se avete voglia di frutta, oggi il prodotto migliore su cui buttarsi sono ancora le fragole, prodotte in buona quantità e qualità ovunque, dalla Basilicata a Sommariva Perno nel cuneese a prezzi vari, ma non astronomici, a seconda di qualità e pezzature, diciamo tra i tre e i sei euro al chilo.

Infine una nota sui meloni, che sono già raccolti anche nella vocatissima Emilia-Romagna: costano tra poco meno di due euro al chilo fino anche a quattro euro per quelli lisci e non retati che vanno tanto di moda negli ultimi anni (in effetti sono mediamente più dolci). Anche loro non sono ancora al meglio per la mancanza del giusto calore a renderli zuccherini, ma è giusto segnalare che ci sono già in abbondanza e che si fanno concorrenza con le prime mini angurie nei supermercati. Queste ultime sono il classico prodotto civetta della grande distribuzione, che programma con largo anticipo queste mosse. Ci è capitato di vedere la pubblicità di una nota catena sui quotidiani nazionali che dava il benvenuto alla bella stagione con l’offerta di mini angurie a 99 centesimi al chilo: beh, temiamo gli sia andata proprio male…

Carlo Bogliotti
Da La Stampa del 1 giugno 2019

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