La pastora che salva le capre e resiste agli insulti razzisti

Sono tanti i motivi per cui quella di Agitu Ideo Gudeta è una storia che vale la pena condividere, un’esperienza che vale la pena ascoltare. Il primo è che Agitu è donna e pastora e ha 40 anni. Tutti elementi che la collocano di diritto in quell’esiguo 9% di imprenditrici agricole italiane che non hanno superato i 40 anni fotografato nel rapporto della Fondazione Nilde Iotti.

La sua azienda agricola «La capra felice» è il risultato di una storia imprenditoriale fatta di riscatto e determinazione, di chi ha saputo fare della memoria un investimento.

Memoria che è familiare, è dalla nonna materna che ha imparato i segreti dell’allevamento e della produzione casearia, ma che è anche collettiva, perchè quella che alleva Agitu è la capra mochena, razza autoctona della Valle dei Mocheni (in provincia di Trento) a rischio estinzione, e perchè per la sua azienda ha individuato un terreno che era in stato di abbandono, scelta che ha restituito a 11 ettari di Alpi quella identità di pascolo che stavano perdendo.

La sua è anche e soprattutto una storia di resistenza e di lotta. Aveva conosciuto Trento da studentessa, ma ci è tornata a vivere quando è dovuta fuggire da Addis Abeba con la sua famiglia.

Etiope, appartenente a una tribù di pastori nomadi, dopo gli studi in Italia era tornata a casa e qui aveva cominciato a battersi denunciando la piaga del landgrabbing, gli espropri forzati di terreni agricoli ceduti alle multinazionali. Per il suo impegno ha ricevuto il premio Slow Food Resistenza casearia a Cheese 2015.

Costretta a fuggire è tornata in Italia, si è rimboccata le maniche e ha fatto di quelle montagne di cui si era innamorata anni prima la sua nuova casa, della sua esperienza un esempio di integrazione, una fonte di ispirazione per tanti.

Da qualche mese a questa parte Agitu ha dovuto sperimentare ancora una volta che a far paura non sono gli orsi. Alle minacce e agli insulti, ai dispetti e ai danneggiamenti dell’uomo la vorrebbe vedere sparire perchè «negra» ha risposto con la denuncia.

Minacce che hanno trovato terreno fertile in quel clima d’odio che al pari dell’inquinamento sta avvelenando le nostre città e a cui non resteremo indifferenti. Siamo dalla parte di chi sceglie di restare umano, siamo con Agitu Ideo Gudeta.

 

Giorgia Canali

da La Stampa del 9 settembre 2018

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