La Noce della penisola sorrentina, una varietà da salvaguardare

Nella penisola sorrentina si coltiva una varietà di noce molto pregiata e tanto legata al territorio che la ospita che «le sue caratteristiche organolettiche rispecchiano perfettamente le condizioni di natura del terreno e il clima della penisola. Così tanto legata che l’albero del Noce – con i suoi rami grigio scuro d’inverno che si riempiono di un fogliame rigoglioso e inconfondibile dalla primavera all’autunno – è il tratto distintivo che, per i locali, identifica il paesaggio sorrentino. Soprattutto quando questi alberi svettano al di sopra dei pergolati che custodiscono i famosi limoneti e aranceti con cui si integrano perfettamente formando un unico e inconfondibile ambiente» – spiega Elena De Marco, agronomo e responsabile del Presidio Slow Food della Noce della penisola sorrentina.

Questa varietà di noce è sempre stata molto apprezzata fin dai tempi dei Romani. E ancora oggi la noce di Sorrento rappresenta la cultivar più diffusa in Italia, seppure spesso minacciata dalla concorrenza estera.

Nonostante questo successo però, la coltivazione dell’albero di noce era a rischio. Rischiava di scomparire a causa dell’abbandono da parte degli agricoltori. A partire dagli anni ’70, infatti, le piante venivano estirpate per dare spazio ad altre colture più “semplici”; mentre quelle che terminavano il loro ciclo vegetativo non venivano reimpiantate.

Per i pochi che ancora resistono – agricoltori con piccolissimi appezzamenti di terreno – l’impresa diventa sempre più difficile. La maggior parte della produzione avviene nel comune di Vico Equense, una località della penisola sorrentina il cui incantevole territorio a terrazzamenti non consente l’utilizzo di attrezzature meccaniche. Per questo motivo tutte le fasi della lavorazione vengono eseguite manualmente: bacchiatura, raccolta da terra, smallatura ed essiccazione. Ma il paziente e duro lavoro dei custodi di questo frutto si riflette poi nei costi di produzione elevati che fanno fatica a trovare copertura negli elevati prezzi di vendita.

Per salvare la coltivazione di una pianta che da secoli rappresenta il paesaggio di questa parte di Campania – oltre che un’importante fonte di reddito per le famiglie contadine della zona – nel 2018 Slow Food ha avviato il Presidio della “Noce della penisola sorrentina” con il sostegno della Condotta Slow Food Costiera Sorrentina e Capri.

Lo scopo del Presidio è quello di promuovere il recupero di un frutto pregiato dal guscio sottile e chiaro e il gheriglio tenero e dal sapore delicato, oltre al recupero delle tradizioni legate alla sua coltivazione e utilizzo in cucina. Per questo motivo, il 5 ottobre 2019, la Condotta Slow Food Costiera Sorrentina e Capri ha organizzato Presìdi Porte Aperte: una giornata in onore della Noce della penisola sorrentina. Durante la giornata i visitatori sono stati accolti dai volontari della Condotta Slow Food nell’azienda agricola “O’ Professore 1912” di Piano di Sorrento, per comprendere e prendere parte alla “bacchiatura”, cioè la raccolta delle noci, e tutte le fasi successive. La Condotta ha poi organizzato un Laboratorio del gusto con degustazione di prodotti in cui la protagonista era proprio la noce di Sorrento. I più fortunati si sono poi seduti a tavola per il pranzo organizzato dai Cuochi dell’Alleanza Slow Food.

Questa giornata è stato solo uno dei tanti esempi di come i Presìdi Slow Food insieme alle Condotte Slow Food, con la loro passione verso il territorio e le persone che ne fanno parte, agiscono attivamente per recuperare antiche tradizioni, mestieri e varietà: patrimoni che altrimenti andrebbero persi.

di Desirée Colacino

d.colacino@slowfood.it