La buona lista della spesa: i pomodori

Gli italiani li amano e li consumano tantissimo. Ma come si scelgono i pomodori? Ecco 5 consigli per comprarli buoni, puliti e giusti

Presente negli orti di ogni regione d’Italia, che siano casalinghi o professionali, il pomodoro è un ortaggio (anzi, a dire il vero un frutto) dal modesto apporto calorico e dalle altissime proprietà antiossidanti e diuretiche. Sarà anche per questo che è uno degli alimenti più amati e consumati in estate. 

Buona lista della spesa pomodori

La nostra rubrica di consigli sulla buona lista della spesa oggi è dedicata ai pomodori. Una guida su quali varietà prediligere, come acquistarli e soprattutto come assicurarci che quelli che mangiamo non siano solo buoni e puliti, ma anche giusti.

Infatti, dietro uno degli alimenti più amati e commercializzati in Italia (solo di pomodoro da mensa il consumo annuale è di un milione di tonnellate, cioè circa 18 chili a testa, secondo Ismea) si celano ancora troppo spesso fenomeni di sfruttamento dei lavoratori agricoli. 

#1 Compriamo locale

Più o meno pregiate, più o meno note. Quante varietà di pomodori conoscete? Ecco la prima regola per acquistarli: prediligiamo le tipologie locali, avranno viaggiato poco (quindi meno costi e meno emissioni ambientali), arriveranno più fresche sulla nostra tavola e racconteranno qualcosa del proprio territorio. Pensiamo ai pomodori tutelati dai Presìdi Slow Food: antiche varietà, sapori autentici legati a memorie contadine e piatti della tradizione. 

La Sicilia ne conta ben tre: il siccagno della valle del Bilìci, saporitissimo e dalla forma a punta, il buttiglieddru di Licata, una varietà antica rustica e dolce, e il pizzutello delle Valli Ericine, che con l’aglio rosso di Nubia è ingrediente del tradizionale pesto alla trapanese. La Puglia non è da meno con il fiaschetto di Torre Guaceto dolce e succoso, il regina di Torre Canne, un pomodorino da serbo che viene legato per il peduncolo con il filo di cotone e appeso alle volte delle masserie, e ancora il giallorosso di Crispiano caratterizzato da una leggera nota acidula e perfetto sulle frise, così come il cugino dal colore rosso vivo di Manduria.

In Campania un Presidio Slow Food tutela gli ecotipi tradizionali del San Marzano, una vera icona napoletana, mentre nel Beneventano resiste la tradizione del verneteca sannita, un pomodorino di colore biondo che le famiglie riescono a conservare crudo fino all’inverno. Spostandoci verso il Nord, in Toscana c’è il canestrino di Lucca, un pomodoro costoluto profumato leggermente screziato di verde. L’ultimo Presidio del pomodoro è invece il siccagno di Zagarise e arriva dalla Calabria. Nel paese all’interno del Parco Nazionale del Pollino, ogni famiglia ha la propria ricetta per “u salaturu”, una salamoia di pomodori e olive verdi o altre verdure con aromi come aglio e finocchietto.

E poi sono ancora tantissime le varietà locali salite a bordo dell’Arca del Gusto di Slow Food.

Buona lista della spesa pomodori

#2 Come scegliere i pomodori

L’informazione è alla base di tutto: andate a trovare i produttori, fatevi raccontare il loro lavoro e chiedete consiglio sui pomodori più adatti in base all’uso che vorrete farne. Siamo nel momento migliore per fare incetta di pomodori maturi, perfetti per passate e conserve fatte in casa che racchiuderanno tutto il sapore dell’estate. Un’alternativa più fresca e dissetante è il succo di pomodoro, un concentrato di minerali e antiossidanti. Per prepararlo procuratevi circa un chilo e mezzo di pomodori, dovranno essere consistenti e profumati. Dopo averli lavati e asciugati, tagliateli in pezzi e passateli al setaccio, completando con il succo di un limone.

Per il consumo fresco, il nostro consiglio generale è quello di scegliere sempre pomodori sodi che non presentino parti appassite o rughe. Attenzione al picciolo e alle foglie: un verde vivace e lucido è sinonimo di freschezza.

Buona lista della spesa pomodori

#3 Pomodoro caporalato free

Con la produzione del 16% del pomodoro da trasformato globale, l’Italia si colloca al secondo posto nel mondo (fonte Ismea). Ma – è il caso di dirlo – non è tutto oro quel che luccica e dietro un barattolo di passata può celarsi lo sfruttamento dei braccianti fino all’abnegazione dei loro diritti. In molti campi agricoli in tutta Italia la raccolta viene gestita dai caporali, intermediari illeciti tra i lavoratori e gli imprenditori agricoli. 

Per porre un freno a questi fenomeni, poco più di due anni fa il nostro Governo ha vietato le aste a doppio ribasso. Si tratta di un meccanismo schiacciante utilizzato dalla grande distribuzione organizzata per diverse categorie di prodotti agricoli e che negli anni ha favorito il consolidarsi di fenomeni di caporalato e sfruttamento della manodopera. Che, nonostante tutto, continuano a persistere mietendo vittime ogni anno in diverse colture in tutta Italia.

Il potere più forte per contrastare questo sistema lo abbiamo proprio noi consumatori. È nel momento in cui decidiamo quale cibo portare in tavola che la nostra libertà di scelta si trasforma in un vero e proprio atto politico.

Ma come si sceglie un prodotto giusto, per esempio una passata di pomodoro? Per prima cosa guardando al prezzo: i costi della materia prima, quelli per la sua coltivazione e trasformazione si sommano alle spese di imbottigliamento, etichettatura e trasporto. Addirittura spesso finiamo per pagare più per la bottiglia che per il pomodoro che contiene.

Cerchiamo allora quelle realtà che valorizzano filiere etiche come Libera Terra, il marchio No Cap o le linee Riaccolto e Tomato Revolution. Lo stesso vale per i nostri Presìdi Slow Food, in cui la qualità si accompagna sempre al rispetto per l’ambiente e alla giustizia verso chi lavora.

Buona lista della spesa pomodori

#4 Giusto per noi, giusto per l’ambiente

Un altro “nemico invisibile” dei nostri prodotti agricoli sono i pesticidi. In Italia l’impiego di fitofarmaci per combattere piante infestanti, insetti e funghi è ancora troppo diffuso e quasi la metà di campioni di alimenti analizzati presenta residui di pesticidi (Atlante dei Pesticidi, 2022).

Se per la verdura il quadro generale è leggermente più positivo della frutta, con “solo” il 33,37% di ortaggi contenenti uno o più pesticidi, tra questi in vetta alla classifica ci sono proprio i pomodori con il 55,03% di residui, battuti solo dai peperoni.

Scegliere produttori che rispettano la terra e le persone che la lavorano è il modo migliore per acquistare: oltre che alimentarci in maniera sana, stiamo tutelando la salute del nostro pianeta.

#5 Non si butta via niente!

Concludiamo con un consiglio sempre valido in cucina: largo alla fantasia, purché non si sprechi! La buccia di pomodoro essiccata e ridotta in polvere diventa un ottimo ingrediente naturale per colorare e insaporire i piatti. In questo caso è ancora più importante utilizzare pomodori che non abbiano subìto trattamenti, perché molti fitofarmaci rimagono concentrati sulle bucce esterne.

Vi avanza del succo di pomodoro fresco? Usatelo come base per delle maschere viso tonificanti oppure applicatelo sulle punture di insetti per alleviarne gli effetti. Con le foglie, realizzate mazzetti da utilizzare come repellenti per zanzare, formiche e vespe.

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