La biodiversità: l’unico segreto per uno sviluppo sostenibile

Venerdì 8 febbraio abbiamo festeggiamo il prodotto numero 5.000 imbarcato sull’Arca del Gusto. L’Arca viaggia per il mondo e raccoglie i prodotti che appartengono alla cultura, alla storia e alle tradizioni di tutto il pianeta che rischiano di scomparire. L’ultimo a salire è il miele di Tapoa, regione orientale del Burkina Faso. Un prodotto carico di significati: il frutto del lavoro delle api, la cui sopravvivenza è a rischio su tutto il Pianeta; un alimento proveniente da un Paese che sta vivendo una drammatica crisi nel cuore dell’Africa, continente martoriato, che proprio nella riaffermazione della propria sovranità alimentare può trovare una delle chiavi del suo riscatto.

Miele di Tapoa

Quando, nel lontano 1996, lanciammo il progetto dell’Arca del Gusto, non avevamo ancora le idee perfettamente chiare rispetto alla sua portata politica e scientifica. Ciò di cui ci accorgevamo chiaramente, tuttavia, era che qualcosa nel modo di produrre, distribuire, consumare, addirittura comunicare il cibo non funzionava e portava alla progressiva scomparsa di specie vegetali, razze animali, preparazioni, tradizioni culinarie, addirittura paesaggi rurali. Lo vedevamo succedere davanti ai nostri occhi, a un ritmo estremamente veloce e a tutte le latitudini del pianeta. Per questo motivo decidemmo di istituire un catalogo per raccogliere e unire sotto un’unica grande lista la biodiversità alimentare che rischiavamo di perdere per sempre. Da allora, più di vent’anni fa, molte cose sono cambiate e, se da un lato l’urgenza rimane, possiamo almeno affermare con certezza che la sensibilità in materia è cresciuta.

Kanihua Ande

Festeggiamo quota 5.000 perché sappiamo che l’ingresso nell’Arca costituisce spesso il primo passo per il rilancio di produzioni che rischiano di essere espulse da un mercato che troppo spesso ha come unici motori il profitto e la standardizzazione. In questi vent’anni abbiamo imparato che i cittadini sono gli attori principali della riscossa di un territorio, e che ciascuno è pronto a impegnarsi e a lottare per promuovere e difendere la meravigliosa gastronomia del proprio paese, della propria regione, del proprio villaggio.

La diversità salverà il mondo e per questo dobbiamo coltivarla, diffonderla, mostrarla, farla conoscere.

È la biodiversità che permette al sistema naturale di autoregolarsi al meglio, garantisce il mantenimento dell’ecosistema. Assicura una maggiore varietà di gusti.

La biodiversità: l’unico segreto per uno sviluppo sostenibile.

Avere un catalogo di 5.000 prodotti in oltre 150 paesi significa rappresentare fisicamente i volti, i colori e le storie di altrettante comunità, ma significa soprattutto mettere a disposizione di tutti un patrimonio di informazioni e di conoscenze che sono la base necessaria per qualunque azione.

L’Arca del Gusto è un grido d’allarme e un invito, chiama tutti a prendersi la propria parte di responsabilità per sostenere un mondo contadino che ancora pratica un’agricoltura di piccola scala, basata sul rispetto dell’ambiente e sull’equilibrio con gli ecosistemi, capace di prendersi cura del paesaggio e non di rapinarlo. In un momento storico in cui i muri sono più in auge dei ponti, il cibo può giocare un ruolo da protagonista nell’unire le comunità, nel creare socialità e interazione positiva, nel promuovere vicinanza e scambio.

I primi 5.000 prodotti ci hanno confermato che la strada è quella giusta, ora bisogna continuare a far crescere questo tesoro e a renderlo disponibile a tutti. Il futuro del cibo è nella diversità.
Carlo Petrini
Tratto da RFOOD, La Repubblica del 9 febbraio 2019

La sfida per salvare la biodiversità non è una sfida qualsiasi.
È la sfida per il futuro del pianeta e del genere umano.
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