Italia prima in Europa vince la sfida dell’agricoltura virtuosa (e ricca)

Belle notizie in arrivo dal campo di casa nostra.

L’Italia vince la sfida: in Europa la nostra agricoltura emette il 46% di gas serra in meno della media UE-28, e fa molto meglio di Spagna (+25% rispetto al nostro Paese), Francia (+91%), Germania (+118%) e Regno Unito (+161%).

E le belle notizie non si fermano qui: il nostro paese ha il minor numero di prodotti agroalimentari con residui di pesticidi in Europa (0,48%), inferiore di sette volte rispetto ai prodotti francesi e di quasi 4 volte di quelli spagnoli e tedeschi. Con 64.210 produttori biologici il nostro Paese è campione del settore, seguito da Spagna (36.207) e Francia (32.264). E, nonostante la modesta estensione, è sesto al mondo per ampiezza delle superfici a biologico (1,8 milioni di ettari).

Sono dati che leggiamo con soddisfazione e che riporta linkiesta.it (vi rimandiamo a loro per l’articolo completo).

Qui vogliamo ancora sottolineare un aspetto di questo bel risultato, ovvero il fatto che sia ottenuto anche (e soprattutto?) grazie ai giovani: sono 55.331 le imprese agricole condotte da under 35, dato che pone l’Italia al vertice in Europa. Rispetto alla media, le aziende agricole dei giovani hanno fatturati più elevati (+75%) e più occupati (+50%).

Ora ci serve altro per capire e orientare le nostre politiche verso un’agricoltura più naturale, che applichi modelli agroecologici? E che dire dell’impegno che bisogna impiegare per sostenere le giovani aziende agricole?

Impegniamoci per rafforzare il nostro straordinario patrimonio di biodiversità che si traduce in valore, con il nostro settore enogastronomico che è da solo una voce importante, non solo del Pil, ma del nostro immagine, dentro e fuori dei confini.

Vogliamo mica cedere alle false promesse di paludosi trattati internazionali, prodotti di ingegneria genetica frutto degli investimenti di colossi multinazionali o tenerci ben stretto un patrimonio che può essere fonte di ricchezza e benessere?

Perché continuano a chiederci adeguarci a prodotti standard, Ogm, trattati e avvelenati?

Noi continuiamo nel sostegno alle comunità locali, a pastori e custodi del paesaggio, a chi pratica agricoltura con poche scorciatoie.

Fonte

www.linkiesta.it/cambiamento-climatico-agricoltura-primato-italia-emissioni-occupazione

 

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