Insieme per ripartire: dalla campagna La Buona Strada arriva il furgone negozio

I risultati raggiunti da La buona strada, il progetto per la ricostruzione post sisma

Sono trascorsi quasi tre anni dal terremoto che ancora una volta mise in ginocchio le popolazioni appenniniche.
Dopo una prima chiamata alla solidarietà con la campagna Un futuro per Amatrice, Slow Food Italia si rimboccò le maniche per capire quali interventi fossero necessari per ristabilire il quotidiano. Perché, fuori dalle logiche dell’emergenza, bisognava pensare alla vera ricostruzione: quella dei tessuti sociali, dei rapporti di prossimità, della vita quotidiana nelle piccole comunità dell’Appennino travolte ma non piegate dal disastro.

E così, nei giorni, nelle settimane e nei mesi che si sono susseguiti al terremoto abbiamo organizzato e coordinato incontri con contadini, allevatori, sindaci e abitanti del nostro Appennino che con tenacia hanno resistito e resistono e non vogliono lasciare i borghi e le attività, a partire da una consapevolezza precisa, quella di dover riconoscere il valore del territorio con le sue fragilità e le sue bellezze.

Da questi incontri è nato la campagna La buona strada. Ripartiamo dal cibo, una campagna nata anche da un’attenta riflessione su come dovesse essere il contributo di Slow Food Italia. Perché quando sentiamo parlare di ricostruzione tendiamo tutti ad associare il termine a qualcosa materiale: ruspe, strade da ripristinare, condutture, mattoni, macerie.

Scriveva Sonia Chiellini, allora membro del comitato esecutivo di Slow Food Italia subito dopo il terremoto: «Ricostruzione acquista una valenza positiva, rassicurante perché fa pensare che a seguito di un disastro ci sarà chi – con competenza – si assumerà l’onere di rimettere le cose (e le case) a posto. Poi il tempo passa, la pressione mediatica si affievolisce, anche le nostre priorità diventano altre e la ricostruzione resta nelle parole dei comunicati ufficiali e nelle esigenze di chi in quei territori è rimasto nonostante le difficoltà, di chi se n’è dovuto andare e non sa se, come e quando potrà tornare, dei sindaci stretti nella morsa dei problemi quotidiani, di una comunità che deve reinventarsi un futuro, così, tutto insieme… tutto intero. La solidarietà è la sola chiave che consente alla ricostruzione di assumere un connotato che va oltre l’aspetto programmatico, amministrativo e burocratico (quando non – purtroppo – giudiziario). Consente a un qualsiasi progetto, anche il più semplice e modesto, una dignità profonda e un respiro universale perché, l’aver contribuito anche solo con un piccolo gesto, ci fa sentire più vicini a chi è in difficoltà e, in fondo, persone migliori.»

Ed ecco che prese avvio il percorso che ci ha portato a La Buona Strada appunto, una raccolta fondi che mirava all’acquisto di un furgone attrezzato per le aree umbre e laziali circostanti i territori di Cittareale, Accumoli, Amatrice e Cascia; l’acquisto di un caseificio mobile dotato di tutte le attrezzature che permettesse ad alcuni allevatori abruzzesi di riprendere la produzione; la realizzazione di un Mercato della Terra e l’acquisto di un negozio mobile a Comunanza (AP).

Oggi siamo qui a darvi la buona notizia.
Questo sabato 27 luglio si è tenuta la cerimonia di consegna del furgone-negozio, destinato a promuovere e commercializzare i prodotti provenienti dalle aziende presenti nell’area del cratere del terremoto, donato da Slow Food Italia proprio grazie alla campagna La Buona Strada, ripartiamo dal cibo.

Del Consorzio “Salaria è” fanno parte 27 imprese del comparto agroalimentare, agrituristico ed escursionistico presenti nei Comuni di Cittareale, Amatrice, Accumoli, Posta, Borbona, Micigliano e S. Rufina.

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • SiNo