La terra brucia: la nostra solidarietà alle comunità siciliane

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Vista dei Nebrodi

Gli incendi in Sicilia hanno coinvolto Le Madonie e i Nebrodi, due aree boschive patrimonio naturalistico protetto

«Ho sentito al telefono colleghi (e non) in lacrime. Aziende distrutte, animali bruciati, campi e fienili andati in fumo» Roberta Billitteri, vice presidente di Slow Food Italia, produttrice di Presidio nel Parco delle Madonie. 

È con il cuore pesante che anche oggi ci ritroviamo a farvi la cronaca di un nuovo disastro, a esprimere la nostra solidarietà e sconcerto, di fronte alla Sicilia che brucia. E dopo la Sardegna il dolore è ancora più grande.

Le Madonie e i Nebrodi, due aree boschive patrimonio naturalistico protetto, sono oggi unite dal fuoco. Leggiamo sull’Ansa che «i primi roghi hanno assediato Gangi (sulle Madonie) e da qui il fuoco ha preso nella notte (tra mercoledì 4 e giovedì 5 agosto) due direzioni: una verso San Mauro Castelverde, e da qui verso Collesano e Lascari, e un’altra verso Geraci Siculo». Anche in questo caso, un forte vento di scirocco rende difficile per i mezzi della Protezione Civile controllare le fiamme, tanto che sono arrivate fino a Pettineo e a Castel di Lucio e nelle campagne di Mistretta, sui Nebrodi».

 

«Non possiamo che esprimere tutta la nostra vicinanza e solidarietà alla Condotta Slow Food Alte Madonie e alle popolazioni colpite, a chi ha perso animali, pascoli, aziende. Un patrimonio di biodiversità enorme distrutto dalle fiamme. Tutta Slow Food Italia si rende disponibile per fronteggiare questa crisi, e come sempre pronta a ripartire dalle comunità locali, dalla forza e dalla determinazione che contraddistingue chi fa parte della nostra rete. Ora è il tempo del soccorso e della vicinanza, ma è nostra intenzione fare di tutto per aiutare le comunità colpite e per tenere alta l’attenzione su una emergenza ambientale che non può più essere ignorata» è il messaggio del Consiglio Direttivo di Slow Food Italia.

  

 

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