Illeciti alimentari: primo sì del Consiglio dei ministri al disegno di legge

Il disegno di legge sugli illeciti alimentari ottiene il sì del Consiglio dei ministri. Tra le principali novità, l’introduzione del reato di “agropirateria”

Ancora è presto per cantare vittoria, ma l’approvazione in Consiglio dei ministri del disegno di legge sugli illeciti agroalimentari è una notizia da accogliere con soddisfazione. Quello che approda all’iter parlamentare è un buon testo, che prende le mosse dalla Commissione Caselli, presieduta da Giancarlo Caselli, nominata nell’aprile 2015 dall’allora ministro della Giustizia Orlando per elaborare proposte di interventi sulla riforma dei reati in materia agroalimentare. La commissione concludeva i lavori nell’ottobre dello stesso anno.

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La proposta di riforma nei 14 articoli che compongono il disegno di legge prevede il rafforzamento degli strumenti normativi contro illeciti agroalimentari.

Gli obiettivi del provvedimento sono da un lato la tutela della salute e dall’altro quella dell’ordine economico, a difesa dei consumatori da una parte e delle imprese che stanno lealmente e legalmente sul mercato dall’altra.

Le innovazioni che introduce vanno dal miglioramento del sistema sanzionatorio delle frodi alimentari (prevedendo un’aggravante in caso di “falso bio”) alla creazione della figura di “disastro sanitario”. In particolare saranno sanzionati i casi di falso prodotto biologico e di falsa indicazione d’origine. Importante è anche la revisione del reato di frode che prevede un allargamento della definizione dei comportamenti a rischio, che non riguardano solo la fase del commercio, quella finale, ma anche la parte iniziale della filiera, includendo quindi le condizioni di allevamento degli animali, eventuali irregolarità nell’uso dei prodotti chimici in campo fino al monitoraggio delle condizioni di trasporto o conservazione prima della commercializzazione.

E ancora introduce il reato di agropirateria, ci sono poi due nuovi reati che riguardano l’ambito delle informazioni ai consumatori; “Informazioni commerciali ingannevoli pericolose”, e “Vendita di alimenti con segni mendaci”, guardando nel primo caso alla tutela della salute pubblica e all’identità delle produzioni alimentari.

Si tratta di un disegno di legge che va a coprire un vuoto normativo che da troppo tempo attendeva di essere colmato. Ora tocca al parlamento e l’auspicio è che quella che oggi è una buona proposta di riforma diventi presto legge dello stato e patrimonio di tutti i cittadini.

Giorgia Canali
g.canali@slowfood.it

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