Il Parmigiano Reggiano si conferma il primo prodotto Dop: cresce all’estero. In Italia meno Gdo, più vendita diretta.

Tutti numeri positivi nel 2018 per il Parmigiano Reggiano, indicato anche come la Dop più influente al mondo nel campo del food (“The Most Influential Brands 2018” curata da IPSOS).

Ma, come è stato sottolineato alla Borsa Valori di Milano durante la presentazione del bilancio 2018, dietro ai numeri positivi c’è un territorio, un savoir faire e delle persone.

«Un anno speciale, straordinario – dice Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano -, abbiamo rivoluzionato le regole dell’economia: è cresciuta l’offerta, me è anche aumentato il prezzo. Alla base di questi dati c’è l’allargamento del mercato e una lotta contro la contraffazione che sta dando ottimi risultati». L’Italia rappresenta oggi il 60% del mercato, contro una quota export del 40% (+5,5% di crescita a volume rispetto all’anno precedente). La Francia è il primo mercato (11.333 tonnellate), seguito da USA, Germania (l’unica in leggero calo), Regno Unito e Canada. «Stiamo lavorando – prosegue Bertinelli – su mercati che potenzialmente sono interessati, dove i formaggi sono presenti, ma in cui il Parmigiano è assente e prevalgono le imitazioni, come gli Emirati Arabi». Per conquistare nuovi mercati e consolidare la presenza in quelli tradizionali il consorzio, consapevole del prodotto che offre che è di altissima qualità e naturale, punta molto sulla comunicazione.

Nel 2018 sono stati investiti oltre 24 milioni. «Cifra importante – specifica Bertinelli –, frutto del contributo dei consorziati che credono in questa politica di crescita e nelle strategie per raggiungerla». Il momento felice che sta vivendo il Parmigiano non è solo misurabile nella crescita dei volumi prodotti. I 3,7 milioni di forme (circa 148 mila tonnellate) prodotte nel 2018 (+ 6.6% in più del 2017) rappresentano il livello più elevato nella storia del Parmigiano Reggiano, ma soprattutto dalle quotazioni: se nel 2016 il costo al kg era pari a 8,60 euro, nel 2018 la quotazione media annua si è attestata ai 10 euro con un incremento del 16,3% (prezzo medio alla produzione Parmigiano Reggiano 12 mesi da caseificio produttore, fonte: bollettini Borsa Comprensoriale Parma) per un giro d’affari al consumo pari a 2,4 miliardi di euro. L’unico segno negativo in questo susseguirsi di valori positivo è dato dalla flessione, sul mercato interno, dei volumi acquistati nella Gdo -1,5% (nielsen), prontamente compensato dalla crescita delle venite direte 10% (caseificio, ristoranti,…).

«Il legame con il territorio – conclude Bertinelli – non è solo dato dal pascolo particolare e dal microclima dove si produce il Parmigiano. Ma anche dal fatto che i nostri 50000 addetti della filiera produttiva del Parmigiano sono un presidio importante per il territorio. Non va dimenticato che oltre il 30% del Parmigiano Reggiano viene prodotto in montagna. Questo significa cure per queste zone, prati vivi e ben curati che altrimenti sarebbero stati conquistati dal bosco».

Il rapporto di Slow Food con il Consorzio Parmigiano Reggiano ha salde radici. Da prima come presenza costante negli eventi e negli ultimi anni è diventato sostenitore ufficiale dell’associazione. Un formaggio importante che rispecchia la filosofia produttiva propria dell’associazione della chiocciola come ad esempio l’imposizione del divieto di insilati (divieto di uso di foraggi fermentati nell’alimentazione delle bovine) e additivi e conservanti in tutte le fasi di produzione. Con il Consorzio si stanno studiando numerose iniziative che vanno dalla diffusione e valorizzazione del concetto di formaggio naturale, di cui il Parmigiano è un importante esempio, alla trasparenza dell’uso del formaggio grattugiato nei ristoranti.

 

Valter Musso

v.musso@slowfood.it

 

I numeri del Parmigiano Reggiano

3.699.695 forme prodotte (3.650.562 nel 2017, variazione del 1,35%) pari a 147.692 tonnellate

5 province della zona di origine (Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova destra fiume Po, Bologna sinistra fiume Reno) dove avviene la produzione dei foraggi, la produzione di latte, la trasformazione in Parmigiano Reggiano, la stagionatura e il confezionamento

ZERO insilati (divieto di uso di foraggi fermentati nell’alimentazione delle bovine)

ZERO additivi e conservanti in tutte le fasi di produzione

13.5 litri di latte per la produzione di 1 Kg di formaggio

520 litri di latte necessari per produrre una forma

39,9 kg peso medio di una forma

2.820 allevamenti/conferenti latte ai caseifici (2.893 nel 2017)

265.000 bovine di oltre 24 mesi di età per la produzione di latte

1,92 mln tonnellate di latte prodotto

15,9% della produzione nazionale di latte

330 caseifici produttori (335 nel 2017)

1,4 miliardi di euro, stima del giro d’affari alla produzione

2,4 miliardi di euro giro d’affari al consumo

50.000 persone coinvolte nella filiera produttiva

54.360 tonnellate esportate (51.500 tonn. nel 2016, +5.5%),

40.1% quota export

 

Fonte: Consorzio Parmigiano Reggiano

 

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • SiNo