Il nostro saluto a Marcello Buiatti, grande scienziato ma soprattutto amico

«Sentiamo Buiatti». In Slow Food si sono concluse così, per anni, decine di discussioni e riunioni a proposito di genetica, normative, OGM, nuove tecnologie, biodiversità, diritti degli agricoltori sulle sementi…

Marcello c’era, sempre. Una telefonata, una mail, un messaggio di testo. La sicurezza di una risposta, spesso meno veloce e sbrigativa della domanda, perché lui non mancava mai di aggiungere all’opinione professionale che gli si richiedeva, anche una piccola cosa gentile, non foss’altro che quel «Dimmi di te, come stai?» per mettere in chiaro che le relazioni umane non possono cedere il passo a quelle professionali.

Marcello ci ha lasciati qui e si è portato via i suoi occhi sorridenti, la sua straordinaria capacità di studiare e appassionarsi a quello che un suo splendido lavoro del 2004 chiama Il benevolo disordine della vita, il suo impegno civile, la sua passione e cultura politica.

Anche se non è stato il Covid a portarcelo via, è il Covid a impedirci di celebrare con la sua famiglia la sua partenza. Lo faremo, ce lo siamo promesso, insieme alla moglie Anna e al figlio Marco, con Manuela e i bambini: con questi suoi grandi amori e l’infinito numero di amici e allievi, brinderemo alla vita che lui amava così tanto, anzi alle vite, come precisava: le tante vite diverse che questo pianeta ospita, e le tante vite diverse che ognuno di noi vive, cambiando costantemente e costantemente evolvendo.

Per ora lo salutiamo con un grazie, per il tanto che ci ha insegnato con le sue lezioni e i suoi libri, e per il tantissimo che abbiamo imparato dal suo esempio: studiare seriamente, imparare da tutti e divulgare con chiarezza; occuparsi degli amici, chiarire chi sono gli avversari, schierarsi con i deboli, opporsi ai prepotenti; impedire che la scienza venga usata per fare del male o per dire falsità; sorridere, perché la vita – Chai, nella lingua Yiddish che lui amava tanto – è bella, ma bella per davvero.

Sei stato un grande scienziato e un amico prezioso. Restano con noi le tue idee e l’affetto che ti portiamo. Ciao, Marcello.

Cinzia Scaffidi

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