Il custode delle mangrovie

La regione costiera ecuadoriana di Esmeraldas ospita un delicato ecosistema che, manco a dirlo, è oggi in grave pericolo. L’area infatti è, o meglio era, ricca di mangrovie, custodi di una ricchissima biodiversità animale e vegetale e importantissima fonte di sostentamento per le comunità locali. Nel corso degli anni questo ecosistema è stato danneggiato e distrutto dall’allevamento intensivo di gamberi e dal disboscamento: si stima che nella provincia di Esmeraldas sia stato abbattuto circa l’80% delle foreste di mangrovie. Un disastro che non solo rappresenta un disastro ambientale enorme, ma mette in difficoltà anche le comunità locali.

Per questo Slow Food è intervenuto con uno dei suoi progetti. Per sostenere le comunità Montubio e afro-ecuadoriane locali e aiutarle a proteggere l’ecologia della regione, nel 2018 è stato avviato il Presidio Slow Food del granchio azzurro di Esmeraldas, un crostaceo tipico di quelle zone ghiotto proprio di mangrovie e che adesso vede la sua sopravvivenza appesa a un filo.

«Per me scegliere i cibi tipici della nostra regione significa seguire le orme dei miei genitori e dei nonni prima di loro, e tramandare un pezzo importante della nostra cultura. Imparare ad apprezzare e rispettare un granchio conchiglia, un ceviche o un corbiche è la più ricca eredità che ho ricevuto dalla mia famiglia», ci racconta Patricia Caicedo, una delle produttrici raccolte intorno al Presidio, la cui madre si dedica alla raccolta delle conchiglie e il cui padre lavora come coltivatore di palme. Secondo la tradizione, il granchio azzurro viene catturato durante la notte, grazie a trappole di legno. Viene poi allevato e nutrito con platano, canna da zucchero e semi di cocco, che danno un sapore speciale e meno amaro alla carne. Solitamente è venduto in cestini di fibra di palma. È un elemento fondamentale della gastronomia locale e grazie alla sua carne bianca e morbida è protagonista di piatti tipici come “l’encocao” (a base di cocco e granchio), zuppe, torte, ceviches e insalate di mare. Non vi è già venuta una gran voglia di fare un salto in Equador? Aggiungiamo che la sopravvivenza del granchio è fondamentale anche (e soprattutto) per varie specie di pesci, uccelli e mammiferi. E invece i devastanti allevamenti di gamberetti, ben farciti di antibiotici e pesticidi, a cui si aggiungono degrado ambientale, emarginazione della popolazione locale e mancanza di opportunità di istruzione e formazione, rendono questa zona molto fragile.

Per questo con Slow Food le comunità locali hanno iniziato un processo di valorizzazione della diversità alimentare locale è iniziato proprio con il progetto di tutela di questo crostaceo, che oltre ai danni causati dai pesticidi e antibiotici utilizzati dai devastanti allevamenti di gamberetti, deve combattere anche con le conseguenze del turismo di massa, a cui si aggiungono degrado ambientale, emarginazione della popolazione locale e mancanza di opportunità di istruzione e formazione. «Grazie a Slow Food stiamo imparando a valorizzare e rispettare i prodotti locali del nostro territorio, promuovendo allo stesso tempo modi responsabili di produrre e consumare il granchio azzurro. Questa risorsa è una fonte essenziale di sostentamento per la popolazione locale e stiamo lavorando per preservarla diversificando le attività economiche che la circondano e cercando canali di marketing alternativi», aggiunge Caicedo, che ha aderito al movimento Slow Food attraverso l’organizzazione femminile Luna Creciente. «Ho imparato molto sull’importanza di mangiare cibo buono, pulito e giusto dopo essere entrata a far parte di Slow Food. Mi ha avvicinato a ideali fondamentali come la promozione di una produzione alimentare sostenibile, ed è questo ora che voglio portare avanti per e con la mia comunità», conclude.

Questo Presidio è realizzato in collaborazione con l’organizzazione Luna Creciente (Movimiento Nacional de Mujeres de Sectores Populares, o Movimento Nazionale Femminile nei settori popolari) nel nord, e l’UOCE (Unión de Organizaciones Campesinas de Esmeraldas, o Unione delle organizzazioni contadine di Esmeraldas) nel sud nell’ambito del progetto Empowering Indigenous Youth and their Communities to Defend their Food Heritage finanziato dal Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD).

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