Hai una visione per il sistema alimentare del 2050? Allora partecipa al Food System Vision Prize!

Slow Food tra i partner chiave del progetto per far sì che le linee guida del premio siano ispirate dalla filosofia del buono, pulito e giusto

La Rockefeller Foundation, in collaborazione con SecondMuse e OpenIDEO, ha lanciato a fine ottobre il Food System Vision Prize: un invito a sviluppare una visione del sistema alimentare per il 2050. Fino a 10 progetti riceveranno un premio di 200.000 dollari.

A partire da quest’anno, Slow Food è tra i partner dell’iniziativa: l’associazione della Chioccola contribuisce al premio ampliando i suoi obiettivi, per valorizzare aspetti vicini alla filosofia del movimento, quali l’agricoltura di piccola scala, il rispetto per l’ambiente e l’importanza di sostenere le Comunità. Gli altri partner del premio sono Acumen,African Women in Agriculture Research and Development (AWARD), EAT, EcoAgriculture Partners, The Food and Land Use Coalition (FOLU),Food Tank, Global Alliance for the Future of Food, International Center for Tropical Agriculture (CIAT)eThought For Food.

«L’obiettivo del premio è quello di consentire a comunità di tutto il mondo di sviluppare una propria visione del sistema alimentare nel 2050 che le veda protagoniste e che prenda in considerazione diversi aspetti, primi fra tutti quelli di tipo ambientale, culturale e politico-sociale” afferma Paolo Di Croce, segretario generale di Slow Food. «Creare una visione alternativa per il futuro del nostro sistema alimentare richiede uno spirito collaborativo che riunisca produttori, industria, politica, mondo accademico e società».

Chi deciderà di partecipare dovrà immaginare un futuro che metta insieme vari sistemi: l’obiettivo è sviluppare una visione che rifletta le opinioni di tutte le persone all’interno del sistema alimentare del luogo prescelto e che affronti i seguenti temi: ambiente, alimentazione, economia, cultura, tecnologia e politica. I valori chiave da considerare per la proposta sono: capacità di rinnovamento, resilienza, equità, diversità, salute e interconnessione.

 

I progetti devono essere sviluppati da una entità legale (aziende, cooperative, comunità, ONG, università, per esempio): così facendo si spera di creare sinergie a livello locale che vadano oltre la semplice candidatura per il premio. Per esempio, un’organizzazione di agricoltori potrebbe allearsi con un istituto di ricerca, oppure un’azienda potrebbe lavorare con un gruppo di giovani agricoltori. Maggiore la differenziazione delle aree di competenza e i settori rappresentati, migliore sarà la visione presentata.

Le candidature possono arrivare da tutto il mondo. Il progetto presentato non deve però superare i 100.000 km2 (in riferimento alla dimensione del territorio toccato dal progetto stesso): i partecipanti sono incoraggiati a scegliere un luogo abbastanza grande per affrontare tutti i temi, ma non così ampio da rendere difficili da cogliere le sfumature e le complessità del sistema, evitando quindi un’eccessiva generalizzazione.

Il termine ultimo per la presentazione di candidature è il 31 gennaio 2020. La cronologia completa delle scadenze è disponibile sul sito web.

Per maggiori dettagli sul premio e su come partecipare: http://bit.ly/2MWFvUz

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