Guida agli Extravergini – Le regioni del centro Italia

È stata una buona annata? Difficile dirlo, considerando la situazione disastrosa nel nord Italia si può con ottimismo dire di aver contenuto i danni al Centro Italia. La situazione non è omogenea per tutta la zona sia per diverse influenze climatiche sia per l’andamento o molto buono o scarso della passata stagione che ha influito su una pianta alternante come l’olivo e soprattutto su alcune varietà.

Un esempio? La Borgiona in Umbria non ha dato produzione e dovremo attendere il prossimo anno.

In generale oltre alla situazione climatica primaverile che ha influenzato sulla fioritura (un maggio che è risultato il più freddo degli ultimi 60 anni), la differenza qualitativa degli oli nel centro Italia l’ha fatta il momento di raccolta: chi non è stato colpito da attacchi di mosca a fine estate e ha ritardato la raccolta aspettando le piogge ha in generale ottenuto oli eccellenti, mentre altri seppur di ottima qualità risentono della polpa poco idratata delle olive.

Umbria

La mosca appunto, un patogeno che crea una situazione critica a macchia di leopardo: in Umbria ha risparmiato solo la fascia olivata Assisi – Spoleto e alcune piccole aree marginali mentre l’attacco è arrivato fino ai 600 metri di quota nell’alto Tevere area quasi sempre indenne.

In Toscana la prima generazione estiva della mosca è stata abbastanza aggressiva. Infestazione è stata aiutata da un andamento climatico favorevole e da una carica di olive medio-bassa. Purtroppo, i picchi termici giornalieri anche se elevati non sono stati prolungati nel tempo e la mortalità da caldo ha raggiunto valori significativi solo per alcuni giorni e saltuariamente, con effetti limitati sul contenimento dell’infestazione. Risultato finale: 30 e in alcune zone anche 50 % in meno di produzione rispetto al 2018.

Lazio e Marche in generale registrano una buona annata se paragonata soprattutto alla precedente.

Lazio

La campagna olivicola 2019-20 nelle Marche ha registrato un 55-60% in più rispetto a quella dello scorso anno. S sono avute buone rese in olio, superiori agli ultimi anni quando grosso modo con 100 chili di olive si producevano 12 chili di olio. Specie nell’Ascolana Tenera e in altre cultivar autoctone.

In Lazio risale la zona pontina con la pregiata Itrana ed è già un messaggio positivo; poche aziende di pregio mantengono il vessillo della Sabina che speriamo si risvegli presto da un lungo torpore; prosegue la costante performance positiva della Tuscia che si concede l’eccellenza anche su diversi monovarietali; qualche cenno di rinnovamento anche dai territori castellani e tiburtini sarebbe auspicabile.

Risultati buoni anche in Abruzzo e Molise con aumenti sensibili rispetto all’annata precedente (un generale 50% nella prima e un ragionevole 15% nella seconda) ma anche qua con zone in maggiore difficoltà. La mosca è stata poco invasiva per il clima caldo e secco da fine estate alla raccolta ma una riflessione va fatta sugli oli: salvo non molte eccezioni, sono risultati poco fruttati, poco amari, ma più piccanti, dai sentori più maturi che verdi, con una stabilità organolettica breve pur con parametri analitici ineccepibili. Le temperature tra i 25 e i 28 ° durante quasi tutto il periodo della raccolta e nonché le olive molite molto calde possono essere state la causa di quanto accaduto.

Appare ancor più evidente la crescita dei produttori nelle competenze, nell’impegno agricolo incessante, nella maggior cura dei passaggi e degli strumenti di trasformazione necessari; tutte doti utilissime a gestire raccolti imperfetti e compensarne i limiti, traendone il meglio per quanto possibile.

A cura di Francesca Baldereschi, con il contributo di Antonio Attorre, Sonia Donati, Saverio Pandolfi, Stefano Asaro, Bruno Scaglione.

La nuova edizione si può acquistare su www.slowfoodeditore.it o scrivendo a f.baldereschi@slowfood.it

Le cultivar più rappresentative

Toscana

Frantoio
Leccino
Maurino
Moraiolo
Olivastra Seggianese
Pendolino

Marche

Ascolana Tenera
Carboncella
Coroncina
Mignola
Piantone di Falerone
Piantone di Mogliano

Umbria

Borgiona
Dolce Agogia
Gentile Grande dell’alta valle del Tevere
Frantoio
Leccino
Moraiolo
Raio
Raja
Sant’Emiliano

Lazio

Caninese
Carboncella
Itrana
Maurino
Raja
Rosciola
Salvia – Salviana

Abruzzo

Cucco
Dritta di Loreto
Gentile dell’Aquila
Gentile di Chieti
Intosso
Rustica dell’Aquila
Toccolana
Tortiglione

Molise

Aurina
Gentile di Larino
Gentile di Mafalda
Oliva Nera di Colletorto
Rumignana
Sperone di Gallo

 

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • SiNo