Guida agli Extravergini d’Italia: dopo un 2018 disastroso, Sardegna e Sicilia in netta ripresa

Sardegna e Sicilia, nell’annata olivicola 2019 registrano un notevole miglioramento, soprattutto a confronto con la produzione 2018 che aveva segnato non solo la qualità degli oli, ma anche le quantità ottenute.

In Sardegna la produzione olivicola, che si attesta intorno alle 3500 tonnellate, per la presente campagna è, in assoluto, migliore rispetto alla precedente. Infatti la stagione estiva, molto calda, ha messo al riparo le olive dai danni della mosca, tuttavia, da metà settembre sino a novembre, l’attacco della mosca si è manifestato in modo preoccupante e sono state superate le soglie di intervento. La qualità media del prodotto è interessante sebbene cali e aumenti nella produzione non permettano di designare un quadro uniforme per tutto il territorio regionale. Nel nord Sardegna la raccolta è stata buona nella zona di Sassari, Ittiri, Sorso, Sennori e Alghero. Nel Montiferru buona la produzione a Cuglieri, mentre è scarsa a Seneghe, Paulilatino. Nell’oristanese (Cabras, Oristano, Riola Sardo, Nurachi), per il terzo anno consecutivo, la produzione è molto bassa. Buona la produzione nel Nuorese (Oliena, Nuoro, Orosei, Dorgali, Siniscola). Nel sud Sardegna (Dolianova, Ussana, Gonnosfanadiga) annata di scarica mentre è discreta la produzione a Villacidro.

Il momento critico specie in Sicilia lo si è avuto in maggio-giugno: il freddo eccessivo e subito dopo lo scirocco caldo e impetuoso hanno portato in molte zone a una eccessiva cascola dei fiori.

L’estate è calda e siccitosa come altrove, questo ha limitato l’attacco della mosca sulle poche olive rimaste, ma in una situazione di scarsità di acqua come nelle isole solo chi aveva la possibilità di irrigare ha potuto mantenere livelli qualitativi alti nelle drupe. In autunno, specie da metà ottobre le giornate di pioggia e il vento di scirocco hanno comportato problemi e allungato i periodi di raccolta.

Nonostante le quantità non siano certo quelle del passato si è almeno interrotto un trend decisamente negativo che ha caratterizzato le annate “nere” più recenti. Buoni i risultati quindi nelle province di Siracusa, Ragusa, Messina, Catania. Svantaggiate invece alcune zone dell’entroterra (ad esempio nell’Ennese) nelle quali anche a causa di determinate condizioni climatiche, di umidità in particolare, alcune aziende hanno avuto i propri olivi infettati dal cosiddetto “occhio di pavone”, fungo fitopatogeno che là dove si sviluppa impedisce alle piante di fruttificare. Nel complesso la buona qualità media delle olive ha influito sulla produzione olearia, come le selezioni per la nostra guida confermano. Molto bene l’area iblea sia del Siracusano che del Ragusano, ma questo per alcune aziende “veterane” non è una novità; e interessanti novità vengono pure dall’area etnea. Sempre dall’osservatorio della Guida agli Extravergini notiamo che sono ritornati, in numero più significativo rispetto alle ultime annate, oli dai fruttati intensi e medio-intensi.

A cura di Anna Claudia Cecconi con il contributo di Franco Saccà, Carmelo Maiorca, Pier Paolo Arca

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Le cultivar più rappresentative

Sardegna

Bosana
Nera di Gonnos
Nera di Oliena (Ogliastrina)
Nera di Villacidro
Pitz’e Carroga
Semidana
Tonda di Cagliari

Sicilia

Biancolilla
Biancolilla di Caltabellotta
Cerasuola
Crastu
Giarraffa
Moresca
Nocellara del Belice
Nocellara Etnea
Ogliarola Messinese
Tonda Iblea
Zaituna

 

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