Guida agli Extravergini 2022: la rinascita del Montiferru in Sardegna vince il premio Diego Soracco

Consegnato a Nicola Solinas e a tutta la rete Slow Olive Sardegna, fortemente danneggiata dagli incendi della scorsa estate, il riconoscimento intitolato allo storico curatore della Guida

«Perché a lui piacevano le sfide, perché la speranza di futuro di questa iniziativa lo avrebbe appassionato», si legge tra le pagine della ventitreesima edizione della Guida agli Extravergini di Slow Food Italia, disponibile all’acquisto sul nostro shop online.

Diego Soracco è stato uno storico membro di Slow Food scomparso prematuramente, appassionato intenditore di olio e curatore, per tanti anni, della Guida stessa. Ed è a lui e alla sua memoria che dedichiamo questo speciale riconoscimento.

Con questa edizione 2022 vogliamo assegnare questo premio per noi davvero speciale o a un olivicoltore resistente e alla compatta rete di cui fa parte. Il Premio Soracco 2022 va a Nicola Solinas e alla rete Slow Olive Sardegna, grazie a un’intuizione rivelatasi salvifica nel momento in cui tutto sembrava perduto per uno dei territori più floridi per l’olivicoltura sarda, il Montiferru.La rinascita del Montiferru in Sardegna

Luglio 2021, gli incendi piegano la Sardegna

L’estate del 2021 rimarrà impressa a molti per le devastanti immagini di roghi e fiamme che hanno colpito l’intero territorio italiano. Da Nord a Sud, e sopratutto in Campania, Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna appunto, decine di migliaia di ettari di terreni sono andati in fiamme, causando la distruzione di boschi, campi, pascoli, vigne e oliveti. Una perdita enorme, una catastrofe che ci ha privato di un inestimabile patrimonio di biodiversità vegetale e animale.

In Sardegna i rovinosi incendi del 24-26 luglio non hanno risparmiato la zona centro-occidentale della regione, mettendo in ginocchio il Montiferru, espressione ricchissima della produzione olivicola locale.  In quei giorni terribili, sono andati in fumo quasi 20000 ettari di terreno, tra cui diverse migliaia coltivate a oliveti secolari. Un episodio tragico che ha colpito un territorio già minato da spopolamento e abbandono dell’agricoltura, fenomeni  purtroppo condivisi con le aree troppo spesso dimenticate del nostro Paese.

L’intuizione: “Un Olivo per il Montiferru”

Nicola non si è perso certo d’animo. Ha capito che era il momento di rimboccarsi le maniche. E così il tolare dell’azienda agricola Masoni Becciu di Villacidro (Ca) ha dato il via a una commovente iniziativa di solidarietà. Nasce così “Un Olivo per il Montiferru”, la raccolta fondi istituita per aiutare i coltivatori sardi danneggiati dalle fiamme, subito accolta e supportata dall’intera rete Slow Food in Sardegna e che ha visto coinvolti i vivaisti locali, mobilitatisi per donare olivi e restituire respiro ai territori soffocati dal fuoco. 

«Aver ricevuto il premio Diego Soracco mi ha riempito di gioia. Si tratta di un riconoscimento molto importante, che dedico a tutto il Montiferru» commenta Nicola, tra i produttori del Presidio Slow Food dell’Extravergine italiano a cui contribuisce con circa 500 piante secolari.

Nicola ci ha raccontato che cosa l’ha spinto a mobilitarsi: una storia che affonda le radici in problemi ancora più  profondi e che oggi produttori artigianali e di piccola scala si trovano ad affrontare.

«Aiutare la nostra terra è stato un gesto naturale, dettato dal cuore e dal desiderio di supportare i miei colleghi e di ricostruire un patrimonio inestimabile. Gli incendi hanno posto alla luce una situazione già drammatica per chi opera in Sardegna: qui circa l’80% di superfici agricole è gestito da coltivatori di piccola scala, parliamo di singoli appezzamenti di circa uno o due ettari. In passato questi produttori avevano accesso a incentivi europei per coltivazioni marginali e di montagna. Un aiuto che non arriva più: chi coltiva al di sotto dei due ettari non ha più la possibilità di fare domanda per ottenere i contributi. Si trattava di fondi minimi, ma necessari proprio a preservare i territori dagli incendi. Una situazione drammatica che ha contribuito a incentivare l’abbandono dell’agricoltura e dell’olivicoltura. Sapevamo che i produttori di piccola scala non avrebbero potuto beneficiare di alcun contributo per il reimpianto, e abbiamo deciso di agire in maniera concreta».

La rinascita del Montiferru in Sardegna

Una grande solidarietà della rete, con contributi anche da oltreoceano

Una mobilitazione capillare e instancabile quella di Nicola e della rete Slow Food in Sardegna: in breve tempo sono riusciti a portare l’iniziativa sui principali tavoli di lavoro tematici e istituzionali, sollecitando associazioni di categoria, Comuni ed enti regionali affinché fossero supportati proprio quanti sono stati stati effettivamente danneggiati dalle fiamme.

E così è avvenuto. “Un Olivo per il Montiferru”, sostenuta anche da Slow Food Italia che vi ha destinato parte delle vendite della Guida agli Extravergini 2021 (ve ne parlavamo qui e qui), ha consentito di reimpiantare migliaia di piantine di ulivo, delle quali ora si stanno monitorando tutte le fasi di crescita.

«Abbiamo ricevuto adesioni da tutta Italia – continua Nicola – ma non solo, addirittura anche da alcuni amici in California. Chi ha deciso di donare ha prestato un contributo fondamentale alla rinascita dell’olivicoltura e non posso che essere orgoglioso di appartenere a una rete con questi valori».

L’olivicoltore, la cui azienda nella Guida 2022 è stata insignita di numerosi riconoscimenti (la Chiocciola e la menzione di “Grande Olio Slow” per gli extravergini Cuncordu e Ispiritu Sardu), oggi ci racconta di essere già impegnato in un comitato costituitosi per continuare il lavoro intrapreso. Affinché il Montiferru possa tornare verde e rigoglioso e la comunità si possa riprendere con una nuova linfa.

Il premo speciale Diego Soracco è in collaborazione con Ricrea