Gli intelligenti bevono di più

Siamo d’accordo con Panorama che quello di cui vi stiamo per dare per notizia sia uno studio che pare essere stato fatto proprio per creare movimento e consensi sui social network. Però ci piace iniziare la settimana con un sorriso e così vi riportiamo i dati di una ricerca scientifica appena pubblicata guidata da John D. Mayer, psicologo alla Western Reserve University autore di un saggio pubblicato sulla rivista Review of General Psycology.
L’indagine del dottor Mayer ha coinvolto 1.500 persone che sono state sottoposte a diversi test di intelligenza. Ebbene dai risultati parrebbe che ci sia un nesso tra un alto indice del Quoziente intellettivo e il consumo di alcol, fumo e altre sostanze psicotrope. Il motivo? Il consumo di sostanze che alterano la mente sarebbe «parte delle esperienze evolutive» che sono alla base di un’intelligenza viva, per cui – stando ai risultati del suo studio – il dottor Mayer si sente di poter affermare che le persone dotate di maggiori capacità intellettive tendono a sperimentare di più. In realtà, questa attitudine (purtroppo) è associata anche all’uso e consumo di tabacco e sostante psicotrope. In particolare, è stato evidenziato che «i bambini più intelligenti, sia nel Regno Unito, sia negli Stati Uniti, crescendo, hanno maggiori probabilità di consumare alcolici. I bambini più intelligenti americani, crescendo, hanno più probabilità di consumare tabacco, mentre i bambini inglesi più intelligenti, nella loro crescita, hanno più probabilità di consumare droghe illegali».

Ora, fermo restando che il dibattito scientifico ancora non ha stabilito se i test del Q.I misurino veramente l’intelligenza, e che ci sembrino un pochino semplicistiche le conclusioni degli studiosi, forse la vera intelligenza sta nel saper scegliere e sperimentare…

Fonti:

Lettera 43
Panorama