Giornata mondiale dell’ambiente: salviamo le api e gli agricoltori in Europa

L’agricoltura industriale sta distruggendo l’ambiente e le azioni che possiamo intraprendere per sistemare le cose sono sempre più scarse. È arrivato il momento per l’Unione europea di fare qualcosa di concreto per cambiare l’agricoltura e salvare l’ambiente!

Quest’anno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno 2020, tutta l’alleanza della Ice – l’Iniziativa dei cittadini europei – “Salviamo le api e gli agricoltori!” è unita nel ricordare all’Ue che non è possibile tutelare l’ambiente senza cambiare il nostro insostenibile modello agricolo.

I cittadini europei vogliono che la natura, la salute e gli agricoltori prosperino insieme, quindi avanti con l’agroecologia!

Cosa chiediamo all’Ue?

L’Iniziativa dei cittadini europei “Salviamo le api e gli agricoltori!” invita la Commissione europea a presentare proposte di legge per:

  • Eliminare gradualmente i pesticidi sintetici entro il 2035: eliminare i pesticidi sintetici dall’agricoltura europea dell’80% entro il 2030, iniziando da quelli più pericolosi, per arrivare al 100% entro il 2035.
  • Ripristinare la biodiversità: ripristinare gli ecosistemi naturali nelle aree agricole in modo che l’agricoltura diventi un vettore di recupero della biodiversità.
  • Sostenere gli agricoltori nella transizione: riformare l’agricoltura dando priorità all’agricoltura su piccola scala, diversificata e sostenibile, favorendo il rapido aumento delle pratiche agroecologiche e biologiche; promuovendo una formazione e una ricerca indipendenti in materia di pesticidi e di agricoltura senza Ogm, che mettano al centro le esigenze dei contadini.

Cosa si può fare? Quest’anno tutti possiamo contribuire a proteggere l’ambiente con una firma!

Se credi che l’agricoltura industriale vada fermata e vuoi fare la tua parte per aiutare a proteggere l’ambiente, allora firma l’Iniziativa dei cittadini europei “Salviamo le api e gli agricoltori!”. Le api e gli insetti impollinatori sono fondamentali per noi e per la sopravvivenza del pianeta: ecco perché un’agricoltura a misura d’ape è la soluzione per un ambiente sano. E se desideri fare uno sforzo in più per salvare l’ambiente assicurati di condividere la Ice tra i tuoi contatti: ogni firma conta! Abbiamo bisogno di almeno un milione di firme perché la Commissione europea possa rispondere alle nostre richieste e perché il futuro dell’Europa sia rispettoso dell’ambiente!

ape tra i girasoli
Photo by Bonnie Kittle on Unsplash

L’agroecologia è la soluzione

I rapporti IPBES e IPCC del 2019 non lasciano spazio a dubbi: l’agricoltura industriale, responsabile di oltre un terzo delle emissioni totali di gas serra, è tra i principali motori del collasso ecologico e del degrado ambientale, che sarà presto irreversibile se non agiamo subito. Come è ormai noto, i rapporti avvertono che ci restano meno di dieci anni per cercare di rimediare a questo risultato e mettere in atto soluzioni sostenibili.

Non tutto è perduto però e le cose non devono per forza andare così. L’agricoltura possiede l’immenso potenziale per passare dal problema alla soluzione nella lotta contro il cambiamento climatico e la distruzione ambientale; un modello agricolo diverso – che permetta alla natura, alla salute e agli agricoltori di prosperare in armonia – esiste già: si chiama agroecologia!

Quest’anno, con la pubblicazione del Green Deal dell’Ue, e in particolare delle strategie Farm to Fork e Biodiversity, sembra che l’Ue abbia posto un’attenzione particolare al tema ambientale. Inoltre, la pandemia COVID-19 ha chiaramente dimostrato che l’ambiente non è separato, ma piuttosto intrinsecamente legato ad altri aspetti della nostra vita, in primo luogo alla nostra salute. Quindi, preservare l’ambiente porta con sé altre conseguenze e benefici, come la tutela della salute pubblica.

In vista della ricerca da parte dell’Ue di un modello più sostenibile, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente le organizzazioni della società civile che collaborano per portare avanti la Ice “Salviamo api e agricoltori!” riuniscono le proprie voci da ogni angolo d’Europa per chiedere che i suoi leader trasformino l’agricoltura dell’Ue per salvare l’ambiente!

coltivatore intento a lavorare il terreno con le mani
Photo by Jed Owend on Unsplash

Il collasso ecologico e dell’agricoltura di piccola scala

Gli ecosistemi naturali sono sull’orlo del collasso oltre il punto di non ritorno. L’Onu ha avvertito con urgenza che la finestra di opportunità per evitare l’imminente collasso del clima e degli ecosistemi mondiali si sta esaurendo. Siamo l’ultima generazione che può fermare la distruzione permanente del mondo naturale.

L’agricoltura industriale alimenta la crisi climatica. Facendo grande affidamento sui pesticidi sintetici, che sono ad alta intensità di combustibile fossile, distrugge la capacità dei terreni di assorbire carbonio.

Gli agricoltori sono intrappolati dentro logiche di mercato distorte e l’unico modo che hanno per sopravvivere finanziariamente è spargere grandi quantità di pesticidi sui loro campi.

Questa pratica, tuttavia, indebolisce il loro terreno, danneggia la loro salute e quella della popolazione circostante e sta spazzando via un gran numero di specie animali su una scala senza precedenti. I pesticidi sono tossici per le api e altri insetti ma non solo, anche per uccelli, anfibi, così come per il suolo e gli organismi acquatici. Inoltre, queste sostanze consentono anche un modello di agricoltura intensiva che produce monocolture sterili e cancella la varietà di specie vegetali esistenti.

Qualche numero e curiosità (che non vorreste conoscere).

  • Negli ultimi dieci anni, in Europa, ogni 3 minuti si è persa un’azienda agricola.
  • Gli ecosistemi naturali in Germania hanno perso oltre il 70% delle loro popolazioni di insetti negli ultimi 27 anni.
  • La mortalità annuale delle colonie di api mellifere è regolarmente superiore al 30% in diversi stati membri dell’Ue.

Questo modello di agricoltura sta ingrandendo le grandi aziende agricole, concentrando enormi quantità di terreno coltivabile nelle mani di pochi e permettendo ai grandi investitori di entrare in gioco, distruggendo così le aziende più piccole che non sono in grado di competere. Tutto ciò, a sua volta, sta distruggendo le comunità rurali (che lasciano il posto a grandi aziende agricole monocolturali dipendenti dai pesticidi), oltre a spazzare via interi ecosistemi, preziosi per la conservazione dell’ambiente e per la nostra stessa sopravvivenza.

frutta e verdura della fattoria biologica di Anna Fonferek-Jendrysiak dalla Finlandia
Frutta e verdura della fattoria biologica di Anna Fonferek-Jendrysiak dalla Finlandia

Di chi è la colpa? La politica agricola europea e le grandi aziende agroalimentari

La Politica Agricola Comune (Pac) è il quadro di riferimento che regola la produzione, la vendita e la trasformazione dei prodotti agricoli in Europa. Oggi assorbe circa il 40% del bilancio totale dell’Ue.

Fin dalla sua comparsa negli anni Sessanta la Pac ha guidato importanti decisioni sulla direzione dell’agricoltura in Europa oltre a dettare le modalità di produzione di alimenti e mangimi.

Nel tempo ha sostenuto gli agricoltori – negli ultimi anni principalmente attraverso pagamenti diretti basati sulle dimensioni delle aziende agricole – ma ha anche causato una sovrapproduzione e creato molti problemi ambientali, favorendo chi ha più terra invece di chi ha realmente bisogno di sostegno come gli agricoltori di piccola scala che lavorano in modo più sostenibile, o chi cerca di passare a un’agricoltura buona, pulita e giusta.

Il modello di agricoltura industriale che la Pac ha contribuito a promuovere è anche sostenuto dalle grandi aziende agroalimentari, che hanno un interesse a garantire che gran parte dell’agricoltura europea resti dipendente dai pesticidi sintetici. Queste aziende – che si concentrano su pesticidi, fertilizzanti, Ogm e commercio di prodotti agroalimentari – esercitano un notevole potere politico.

Come risolvere il problema? Sostenere gli agricoltori in una giusta transizione lontano dai pesticidi

Gli agricoltori non dovrebbero pagare un prezzo per la loro volontà di coltivare in armonia con la natura. L’Ue deve finanziare una transizione giusta per coloro che vogliano eliminare gradualmente i pesticidi sintetici sostenendoli nel passaggio all’agroecologia.

Vogliamo che siano garantiti prezzi equi per gli agricoltori che lavorano con l’ambiente piuttosto che contro l’ambiente, che i loro mezzi di sussistenza siano protetti, che sia fornito loro un tenore di vita decente e che si ponga fine alle pratiche commerciali sleali e alle continue pressioni per produrre monocolture sempre più orientate all’esportazione.

Il cambiamento avverrà rapidamente se l’Ue agisce ora. Le prove dimostrano che il recupero della biodiversità è rapido quando si adottano misure per ripristinare gli habitat in parallelo all’abbandono dell’uso di pesticidi sintetici.

Questa potrebbe essere la nostra ultima possibilità di creare un sistema agricolo migliore che protegga gli agricoltori, fermi il degrado ecologico e permetta al mondo naturale di rifiorire in Europa. Facciamo sentire la nostra voce!

di Indre Anskaityte
i.anskaityte@slowfood.it

traduzione di Desirée Colacino
d.colacino@slowfood.it

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