Filippine: diritti umani in pericolo, accusati di terrorismo i difensori delle popolazioni indigene

Il Governo filippino ha inviato alla Corte di Giustizia un elenco di oltre seicento nomi di persone che vorrebbe venissero etichettate come «criminali e terroriste». Fra i nomi compaiono diversi leader indigeni e due di spicco: Vicky Tauli-Corpuz, la relatrice speciale dell’Onu sui diritti dei popoli indigeni, che abbiamo avuto l’onore di avere ospite a Terra Madre 2016 e Joan Carling che ben conosciamo.

 

È l’ennesimo tentativo di criminalizzare gli attivisti per i diritti umani. Vicky Tauli-Corpuz è purtroppo ancora nelle Filippine.

«Criminalizzare i diritti delle popolazioni indigene e di chi tutela i diritti umani significa mettere a tacere coloro che parlano in difesa della terra e che con la loro vita e il loro lavoro rafforzano la relazione tra la terra e chi la coltiva»

Ci schieriamo a fianco di chi deve affrontare le conseguenze di queste accuse e vi chiediamo di fare altrettanto e firmare la petizione lanciata in loro sostegno.

Vicky Tauli-Corpuz ha una lunga storia di difesa dei diritti degli indigeni: ha contribuito alla stesura della Dichiarazione sui diritti dei popoli indigeni nel 1993 ed è attualmente relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni, carica che detiene dal 2014. Joan Carling è co-fondatrice della Cordillera Peoples Alliance, ex membro esperto del Forum permanente delle Nazioni Unite sulle questioni indigene, e attualmente co-conduttrice del gruppo Major dei popoli indigeni sullo sviluppo sostenibile.

«Come è possibile che proteggere e difendere i diritti delle popolazioni indigene venga dichiarato criminale? La protesta verso queste accuse deve diventare globale! Come indigeni, continuiamo siamo sottoposti a ingiustizie in tutto il mondo e per nessuna ragione. Biosgna porre fine a questi soprusi» chiede la consigliera internazionale Slow Food per la rete indigena, Denisa Livingston.

Le accuse ai difensori dei diritti umani ha messo in allarme la comunità internazionale: due relatori speciali delle Nazioni Unite hanno etichettato l’inclusione nell’elenco di criminali della signora Tauli-Corpuz «un atto di rappresaglia» contro le sue critiche nei confronti delle azioni del Governo verso i popoli indigeni trattamento riservato ai popoli indigeni Lumad.

Questo atto è il sintomo dello stato oltremodo precario dei diritti umani nel paese con estese esecuzioni giudiziarie e continui attacchi chi critica l’operato dell’attuale governo. Accusando i difensori dei diritti delle popolazioni indigene di terrorismo il governo può controllarli più da vicino, seguire i movimenti eocnomici e limitare l’accesso alle risorse. Senza contare le gravi minacce alle loro vite, alla sicurezza e alla libertà, tutte azioni chiaramente intimidatorie. ed è chiaramente inteso a molestarli e intimidirli.

Slow Food sostiene tutti gli attivisti per i diritti delle popolazioni indigene attraverso la campagna Land Rights Now.

 

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