European Days of Action: la buona agricoltura passa all’azione!

Questo weekend Slow Food e altre 80 organizzazioni internazionali uniscono le forze per chiedere una radicale inversione di rotta all’interno del sistema agroalimentare, esigendo politiche agricole che promuovano una transizione verso una società più sostenibile che garantisca a tutti cibo di qualità. Gli European Days of Action per Good Food Good Farming mobilitano infatti produttori di piccola scala, cittadini e attivisti con manifestazioni pacifiche, picnic di protesta e varie altre iniziative in 22 Paesi europei.

È tempo di agire

Oggi sempre più persone riconoscono l’importanza di un cibo buono e sano e, invece di prodotti agricoli intensivi, scelgono quelli stagionali, ecologici e locali. Ciò nonostante le grandi fattorie industriali ricevono una grossa fetta dei fondi agricoli europei.

Il movimento Good Food Good Farming (GFGF), coinvolgendo tutti noi, crede che sia tempo di chiedere ai responsabili delle politiche di costruire un sistema alimentare e agricolo migliore.

«La società civile, i cittadini e gli agricoltori hanno unito le forze per dire forte e chiaro che il cibo riguarda tutti noi e allo stesso modo anche le politiche alimentari: non stiamo difendendo semplicemente la nostra visione del buon cibo e della buona agricoltura, stiamo proponendo esempi concreti di successo sul territorio» afferma Marta Messa, direttrice dell’Ufficio europeo di Slow Food a Bruxelles.

Le azioni di Slow Food in Europa

La rete di Slow Food si sta mobilitnado attivamente in diversi Paesi europei, vediamo quali

Slow Food Deutschland in collaborazione con altri gruppi della società civile in Germania, ha organizzato alcuni eventi a Berlino e Stoccarda. Il 27 ottobre, i cittadini della capitale sono invitati a scendere di fronte alle Porte di Brandeburgo, dove gli attivisti chiedono il passaggio a un’agricoltura favorevole agli insetti, e invitano tutti a un pranzo condiviso in cui cercare insieme soluzioni per il futuro. Lo stesso giorno Stoccarda ospita la conferenza sull’agricoltura e la nutrizione, e a mezzogiorno i cittadini sono invitati a una “rumorosa” manifestazione di un’orchestra di piatti e tamburi nel centro della città.

Intanto, la rete giovani di Slow Food a Colonia organizza un dibattito sulla nuova Politica Agricola Comune (PAC) e il futuro del sistema alimentare. Domenica, la rete giovani di Slow Food Scozia, insieme a Young Friends of the Earth Scotland, invita i cittadini di Glasgow a condividere un piatto che rappresenti il meglio della loro regione e a esporre le loro idee sul futuro del sistema alimentare.

In Italia, la Condotta di Slow Food Gorgonzola e Martesana organizza, venerdì 26 ottobre dalle ore 18.30, un aperitivo musicale a Carugate, in piazza Vittorio Veneto. Per l’occasione è stata organizzata una discussione con un agricoltore e viene chiesto ai partecipanti di portare pentole e cucchiai per farsi sentire.

La nuova PAC al centro dell’attenzione

Gli European Days of Action arrivano mentre l’Unione Europea sta negoziando una riforma della Politica Agricola Comune. L’attuale PAC occupa circa un terzo del bilancio totale dell’UE, con un’influenza significativa sul modo in cui il cibo viene prodotto e distribuito.

Per far risuonare chiaramente i messaggi degli European Days of Action a livello europeo, il 19 novembre l’Ufficio europeo di Slow Food, insieme ad altre organizzazioni partner, si focalizza sull’incontro dei ministri dell’agricoltura a Bruxelles, che affrontano appunto la nuova PAC. Di fronte al Consiglio Europeo viene organizzata la Disco Soup durante la quale i ministri sono invitati a condividere e godersi il cibo, mentre ascoltano messaggi dei cittadini coinvolti nella mobilitazione europea. I rappresentanti del movimento paneuropeo consegnano una petizione, firmata dai cittadini dell’UE, chiedendo ai ministri di prendere in considerazione la voce unificata degli europei.

Gli ultimi anni hanno visto progressi significativi verso un’agricoltura più sostenibile in Europa, tra cui il divieto sui pesticidi neonicotinoidi che uccidono le api e la sentenza della Corte di Giustizia Europea (CGE) dove si prevede che i nuovi organismi sviluppati mediante mutagenesi siano classificati e regolamentati come Ogm. Tuttavia, le grandi aziende agricole rappresentano ancora una grave minaccia per l’agricoltura sostenibile.

L’Ue ha perso un terzo delle sue aziende di piccola scala tra il 2003 e il 2013, mentre il 3% degli imprenditori possiede il 52% di tutti i terreni agricoli.

Un’agricoltura intensiva su larga scala contribuisce al cambiamento climatico globale, degrada e esaurisce le riserve idriche e la qualità del suolo e causa un’enorme perdita di biodiversità.

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