Un impegno dalla nostra terra, per il nostro pianeta
Gli orti Slow Food incarnano la filosofia del Movimento e, in quanto strumenti
diretti di cambiamento, i princìpi del Manifesto per l’educazione di Slow Food.

1. COMUNITÀ
Gli orti valorizzano le capacità di ogni membro all’interno di una comunità, recuperando il sapere degli anziani, mettendo a frutto l’energia e la creatività dei giovani, imparando dalla curiosità dei bambini, avvalendosi delle competenze dei tecnici.
Gli orti Slow Food sono inclusivi e danno a ciascuno la possibilità di partecipare ad un progetto collettivo che promuove la rigenerazione del tessuto sociale.

2. OSSERVAZIONE
Per creare un orto è importante innanzitutto osservare lo spazio e le risorse locali disponibili con un occhio curioso e creativo, perché il cibo può essere coltivato nei luoghi più inaspettati: in un’aiuola, in cima a un tetto, lungo un sentiero… persino su un muro ben esposto!
È importante osservare il terreno, le varietà di piante più adatte al luogo e le fonti d’acqua disponibili. Materiali di recupero reperiti localmente, prestando attenzione all’uso di materiali ecologici, possono essere impiegati per strutture come recinzioni, compostiere e cumuli.

3. BIODIVERSITÀ
Gli orti Slow Food ospitano la biodiversità locale, che si è adattata al clima e al terreno grazie alle selezioni portate avanti nel tempo dai contadini e alle condizioni ambientali. Queste varietà autoctone sono resistenti, nutrienti e buone da mangiare, non hanno bisogno di input artificiali come fertilizzanti chimici e pesticidi, ma stanno scomparendo! Chiedi agli esperti e agli anziani dove trovare semi e piante!
Con le sue piante e fiori, un orto può servire come strumento per osservare, attirare e proteggere gli insetti utili (impollinatori, farfalle, api, bombi, coccinelle, ecc.) e anche rettili, ragni e altre specie che vivono in costante collaborazione con l’habitat.

4. SEMI
Riprodurre i propri semi significa recuperare un sapere prezioso e custodire un patrimonio di biodiversità unico e a rischio. Scambiare i semi significa trasmettere conoscenza, sostenere la produttività e accrescere la biodiversità.
L’orto è il luogo perfetto per costruire una banca dei semi comunitaria, un’opportunità per imparare a selezionare, riprodurre e salvare semi, assicurando la disponibilità delle colture per l’anno successivo e rafforzando la sovranità delle comunità locali su di essi.

5. ACQUA E SUOLO
Negli orti Slow Food i beni comuni, come l’acqua e il suolo, sono promossi e protetti.
Il suolo vivo è ricco di biodiversità: i due terzi di tutti gli esseri viventi vivono sotto la sua superficie. Per nutrirli, gli scarti vegetali vengono trasformati in risorse (compost, sovescio) e si fanno rotazioni fra colture. I rimedi naturali basati su ciò che è disponibile localmente, come le erbe, i fiori e la cenere, sono usati per operare una gestione corretta finalizzata a combattere gli insetti nocivi e prevenire le malattie.
Le tecniche che mantengono l’umidità del suolo, come la copertura con materiali vegetali (pacciamatura), il recupero dell’acqua piovana e il ricorso a sistemi di irrigazione tradizionali con nuove tecnologie, concorrono al risparmio idrico e talvolta evitano soluzioni costose.
Entrare in contatto con la terra, avere il controllo della produzione del cibo che si mangia, esercitare la capacità di aspettare i tempi della natura, stare all’aria aperta e mangiare cibo buono e nutriente fa bene al corpo, alla mente e alla collettività.

6. SOVRANITÀ ALIMENTARE
Gli orti Slow Food sono l’emblema del movimento di resistenza al controllo del sistema alimentare da parte dell’industria e delle multinazionali. Le persone coinvolte negli orti usano metodi sostenibili per produrre un cibo scelto da loro, culturalmente appropriato alle loro comunità, che aiuta a seguire una dieta locale e sana. Gli orti promuovono il diritto delle persone a decidere come il cibo dovrebbe essere prodotto e gestito.

7. EDUCAZIONE
Gli orti sono un’opportunità, a tutte le età, per esercitare i sensi e farli diventare strumenti di scelta consapevole, conoscere varietà vegetali locali, recuperare ricette tradizionali, promuovere una dieta varia e sana, imparare a far fruttare la terra prendendosene cura, secondo le pratiche e i dettami dell’agroecologia.
Negli orti è possibile coltivare il piacere di imparare, stare insieme e collaborare per creare, adattare e implementare gli strumenti didattici di Slow Food, che consentono di studiare il cibo in modo complesso e multidisciplinare.

8. DONNE
Invogliare le donne a coltivare un orto significa contribuire allo sviluppo sostenibile e al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali. Le donne partecipano ampiamente all’economia rurale. Spesso assicurano la sicurezza alimentare delle loro famiglie e comunità coltivando, trasformando e vendendo prodotti agricoli di base, migliorando così le condizioni di vita delle famiglie (istruzione dei bambini, cura dei malati e degli anziani, ecc.).
Quando beneficiano di un reddito, le donne spesso lo reinvestono nelle loro case (alimentazione, cibo, salute, scuola, attività generatrici di reddito, ecc.), contribuendo a rompere il ciclo della povertà, sia in ambito rurale, sia nel contesto urbano.

9. GIOVANI
I giovani, sia donne sia uomini, rappresentano il futuro dell’agricoltura; se le loro capacità e potenzialità vengono riconosciute e rafforzate, possono essere motori dinamici di trasformazione e crescita. Per combattere la migrazione e l’emarginazione rurale e per promuovere un’occupazione dignitosa e produttiva, è essenziale promuovere l’integrazione socioeconomica dei giovani, aumentando il loro accesso alla terra e ad altre risorse produttive.
È importante sostenerli nello sviluppo delle loro comunità, per farli diventare attori dinamici di uno sviluppo locale sostenibile.
I bambini e i giovani coinvolti negli orti scolastici si avvicinano ai mestieri legati alla terra con curiosità, guadagnando rispetto e interesse per queste professioni. I giovani che studiano negli orti sono la base delle future comunità sostenibili di consumatori e produttori.

10. RETE
Negli orti si scambiano semi, idee e informazioni. Le persone coinvolte possono incontrarsi, scriversi e stringere legami di collaborazione e amicizia basati sull’obiettivo comune di rispettare la Terra con impegno e con piacere.
Talvolta i gemellaggi tra orti di paesi lontani possono offrire occasioni di solidarietà e di scambi culturali. La rete è aperta a contaminazioni esterne e collaborazioni con realtà analoghe.