È tempo di legumi secchi, un vero toccasana con cui sostituire la carne

Mentre inizia in maniera preoccupante l’allarmismo (per ora non molto giustificato, soprattutto se diventa psicosi collettiva) causato dal coronavirus, i famosi e tradizionali giorni della merla hanno invertito per l’ennesima volta le nostre sicurezze sul clima. Dovrebbero essere i giorni più freddi dell’anno mentre invece si sono registrate temperature che fanno già intravedere vagiti di primavera.

I due fenomeni non sono certo collegati tra di loro, ma hanno ripercussioni sui mercati: da un lato per esempio si iniziano a rifiutare tutte le merci cinesi — i grossisti lo fanno perché la gente se vede scritto “made in China” non compra più — e, in particolare per quanto riguarda i prodotti agroalimentari, l’aglio. In Italia infatti il 90% dell’aromatico bulbo essiccato che si trova in commercio proviene da laggiù e ci dicono che inizia a diventare complicato piazzare sui mercati le partite presenti in magazzino. È praticamente impossibile che l’aglio possa essere veicolo di malattie infettive, ma tant’è. D’altro canto invece le alte temperature stanno facendo abbassare un po’ i prezzi al contrario di quanto succedeva nelle scorse settimane, in maniera generalizzata e quindi sui tanti prodotti orticoli che provengono da Centrosud e Isole.

In una situazione così strana e tutto sommato statica per i mercati, vorremmo allora oggi orientarvi sul consumo di legumi secchi, un vero toccasana, ottimi sostituti della carne (ridurne il consumo è un nostro imperativo in tema di sostenibilità) e ricchi di qualità nutritive, nonché alleati della buona agricoltura ecologica.

Se è facilissimo trovarli da coltivazione biologica, non è faticoso procurarsene di locali, da varietà particolari, simbolo di una biodiversità italiana mastodontica. Soltanto sul sito della Fondazione Slow Food per la Biodiversità troverete un ricchissimo catalogo diviso fra i prodotti dell’Arca del Gusto e quelli dei Presìdi Slow Food. Tra i due elenchi — Arca e Presìdi Slow Food — se si fa una ricerca per categoria merceologica ci si rende immediatamente conto del peso numerico che hanno i legumi: fagioli di ogni foggia, colore e provenienza, fave, ceci, lenticchie, particolari tipi di piselli, cose curiose come la cicerchia.

Se ci pensate è molto probabile che vi accorgerete di trascurarli nella vostra dieta quotidiana: un vero peccato. Riscopritene il piacere, è sufficiente una bella zuppa con olio buono, e ne apprezzerete anche le altre mille virtù.

Da La Stampa del 01 febbraio 2020

www.slowfoodeditore.it
Carlo Bogliotti
c.bogliotti@slowfood.it

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