È il momento dei meloni: buoni prezzi e qualità

Il caldo e il sole che finalmente iniziano a prendere il sopravvento sulle precipitazioni aiutano non poco le produzioni di meloni, che sono rigogliose da Nord a Sud e soprattutto nelle zone lombarde, emiliano-romagnole e venete particolarmente vocate.

È davvero il momento giusto per prezzi e per qualità, con una buona varietà di scelta.

A un euro e cinquanta al chilo comprerete un prodotto corretto e gratificante, mentre salendo un po’ di prezzo, fino anche a 3,50, vi accaparrerete dei meloni strepitosi, o provenienti da particolari cru (nome che rubiamo al mondo enologico per indicare meloni piantati in terreni particolari, con un’esposizione solare ottimale e quindi con caratteristiche eccellenti) oppure da varietà più rare e interessanti.

In media oggi trovate meloni a polpa bianca, dalla buccia gialla o verde, preferiti particolarmente al Centro Sud, mentre al Nord si vira generalmente sul melone a polpa gialla o arancione, categoria nella quale trionfano ii classici retati o quelli lisci che negli ultimi anni stanno conquistando sempre maggiori quote di mercato.

Questi ultimi per un po’ di anni sono stati “dimenticati” dalla distribuzione nazionale e hanno resistito quasi soltanto per l’autoconsumo dei grandi produttori, i quali, conoscendone le caratteristiche di particolare dolcezza, li conservavano nei loro terreni. Oggi vivono una seconda giovinezza.

Anche per i meloni, come per i cocomeri, vale la regola del peso relativo maggiore: a parità di dimensioni prendete quello più pesante perché sarà più maturo e dolce.

La dolcezza è ormai la caratteristica più ricercata per questo frutto che in realtà appartiene alla categoria botanica delle verdure, ma un tempo non lo era.

Se guardiamo ai Presìdi Slow Food, la varietà di Calvenzano nella bassa bergamasca era consumata secoli fa dai reali di tutta Europa, con una produzione floridissima. Oggi va tutelato, è meno dolce, ma molto grande (anche fino a sei chili!) e dalla caratteristiche uniche.

A Calvenzano il pieno della raccolta ci sarà tra qualche settimana, ma ricordatevelo, assieme al melone di Alcamo in Sicilia, prodotto a fine estate e consumabile fino all’inverno.

Per i meloni dolcissimi occhio all’abbinamento: il prosciutto crudo deve essere più salato come un toscano o si può utilizzare un salume molto grasso, addirittura come la salama da sugo ferrarese, che pare i locali in questo periodo amino mangiare anche cruda assieme ai loro meloni.

 

Carlo Bogliotti

c.bogliotti@slowfood.it

da La Stampa del 16 giugno 2018

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