É il momento dei funghi?

«Andiamo a raccogliere i funghi». Questo dicono in Romania quando si esce nel bosco, dando per scontato di trovarne tanti.

Noi invece i funghi porcini li andiamo «a cercare», e ne troviamo sempre meno. È una differenza non soltanto semantica che abbiamo già sottolineato in passato, ma che torna d’attualità in un momento in cui arrivano interi camion dalla Romania carichi di splendidi e ottimi porcini, mentre i nostri raccoglitori tornano spesso a casa con il cestino vuoto.

Sarà colpa del cambiamento climatico – fenomeno sempre più evidente – o dell’incuria con cui vengono trattati molti nostri boschi, oppure, come sostengono alcuni, di un impiego eccessivo degli antifungini sulle coltivazioni non distanti, ma fatto sta che è da un po’ d’anni che di funghi “nostrani” se ne vedono sempre meno.

funghi

Possiamo non rinunciare al piacere di mangiarli – come detto i rumeni non hanno nessuna controindicazione se non che fanno un bel po’ di strada in più – e se il venditore è uno corretto non ci costeranno più che tra i 25 e i 35 euro al chilo. All’ingrosso arrivano a 20-25 euro. Invece, al contrario che nei boschi, di funghi nostrani sulle bancarelle e anche nei ristoranti se ne trovano tantissimi. Troppi per non pensare che i rumeni vengano spacciati per italiani a prezzi che arrivano anche a 55 euro al chilo. E pensare che sarebbe sufficiente che la Guardia di Finanza controllasse le fatture per capire la reale provenienza del prodotto…

Prime verdure autunnali in arrivo

In ogni caso voi fate attenzione, al mercato, mentre potete iniziare anche a comprare (visto pure il clima, che invoglia) le prime verdure autunnali, quelle da consumare cotte. Cime di rapa a non più di due euro e cinquanta al chilo, broccoletti che non superano i tre e cinquanta, le barbabietole rosse presentate già cotte al forno.

Prodotti che se siete al Nord troverete provenienti da Sud, ma vogliamo anche dare un consiglio molto locale ai nostri tanti lettori piemontesi e limitrofi. La coltivazione di prugne Santa Clara è molto diffusa nel saluzzese, nel monregalese e nel Roero. È in questi due ultimi luoghi che quest’anno ha sviluppato grandi qualità ed è nel pieno della raccolta. Vanno da uno e cinquanta al chilo in su, ma non di molto, ed è davvero il momento ideale per una scorpacciata, a chi piace, oppure come più tipicamente avviene per produrre le confetture casalinghe. Questa varietà è particolarmente adatta per questa preparazione e vi garantirà una buona scorta per i mesi freddi che verranno.

Carlo Bogliotti, c.bogliotti@slowfood.it
Da La Stampa del 12 settembre 2020

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • SiNo