É il momento dei carciofi spinosi, buonissimi e a buon prezzo!

La scorsa settimana è stata segnata dall’arrivo un po’ ovunque dei carciofi spinosi sardi.

É un bel segno d’autunno e un prodotto decisamente buono, insieme alle tante piccole produzioni locali di spinosi che però hanno tempi un po’ differenti (come in Liguria e in Sicilia dove, a Menfi, c’è anche un Presidio Slow Food).

carciofo spinoso di Menfi, Presidio Slow Food
Carciofo spinoso di Menfi, Presidio Slow Food

Calano i prezzi dei carciofi, e non solo

I prezzi di questi primi carciofi erano quelli da primizia, ovvero anche un euro e cinquanta al pezzo, ma questa settimana è successo qualcosa che ha abbattuto i prezzi di moltissime derrate ortofrutticole. Infatti, i carciofi spinosi sardi, quelli di qualità, in questo sabato li troverete anche a 0,90 al pezzo ed è decisamente il caso di comprarli senza ulteriori attese. Un bel ribasso.

Non ci soffermiamo su quanto preferiamo i carciofi di questo tipo rispetto alle varietà autunnali senza spine (come i cosiddetti thema o tema) perché l’abbiamo già sottolineato molte volte in passato, ma la cosa più interessante è questa discesa dei prezzi. Al contrario del periodo di marzo-aprile e di quel lockdown, la sensazione sui mercati adesso è che le persone che in teoria dovrebbero comprare di più per i consumi casalinghi in realtà non lo stiano facendo.

È come se la gente avesse più paura, o sicuramente meno voglia di spendere, visti i tempi. È certamente un segnale di quanto l’economia sia in crisi rispetto alle varie chiusure e restrizioni, e di come si nutra meno fiducia nel futuro. La stessa ripercussione si ha poi per le clementine, per esempio, e per molti altri prodotti di stagione, come cardi, broccoli e così via. Un momento perfetto dunque per abbinare una fugace uscita di casa per fare anche un giro veloce al mercato, facendo scorta per la settimana.

 

Carciofo spinoso di Menfi, Presidio Slow Food
© Guaitoli-Lannuti

Dai kiwi alle noci, il terreno ringrazia.

Detto di questa convenienza generalizzata, non ci resta che segnalarvi una curiosità, in questo caso piemontese. Ci è molto capitato di parlare in passato della crisi dei kiwi, le cui piante sono state falcidiate negli ultimi anni da una loro sorta di pandemia. Questo ha messo in difficoltà molte aziende, soprattutto nel saluzzese, ma quasi tutti si sono riconvertiti, alcuni con belle sorprese. C’è chi ha messo ciliegie, chi piccoli frutti come i lamponi e i mirtilli, ma c’è anche chi ha piantato noci e sta raccogliendo risultati inaspettati. Sono grandi e buone, segno anche che, forse, dopo anni di terreni che hanno sempre avuto sopra la stessa coltivazione, cambiare paga: perché il terreno è cosa viva, va rispettato e non stressato.

Carlo Bogliotti, c.bogliotti@slowfood.it
Da La Stampa del 13 novembre 2020

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