Slow Food: dalla parte di chi dà valore al cibo

Oggi più che mai lo affermiamo con forza: un altro sistema del cibo è possibile e necessario.

Noi ci siamo, e ci saremo con sempre maggiore convinzione, accanto alla rete dei nostri produttori, a tutti coloro che ci sostengono o che non hanno voce.
Le circostanze estremamente drammatiche in cui ci troviamo stanno diventando l’alibi per una deregulation sul fronte ambientale, agroalimentare ed energetico, scardinando i passi avanti fatti faticosamente da chi, come noi e come tanti produttori e cittadini, lavora per dare un valore al cibo.
Era già evidente con la pandemia quanto fosse stretto il legame tra la crisi sanitaria e l’attacco alla natura, con lo sconfinamento dell’uomo in ecosistemi che avrebbero dovuto essere lasciati nel loro perfetto equilibrio.
Ma ora lo vediamo con chiarezza su molti altri fronti. E invece di lavorare per cambiare strada con più determinazione, rischiamo di rafforzare proprio quel sistema che sta all’origine di gran parte dei problemi economici, sociali, energetici e produttivi.
Facendo leva sui sentimenti di incertezza determinati dalla crisi bellica, rischiamo di abbattere tutti gli argini costruiti in tanti anni di mobilitazione dei produttori e della società civile.
Si sta proponendo di coltivare in modo intensivo colture che necessitano di tanta acqua (ma quale acqua se non piove da mesi?!), si vuole aprire agli Ogm, si parla di ritorno al carbone. Una deregolamentazione che oltretutto avrà ricadute nefaste anche sul fronte dei diritti dei lavoratori.
La ricerca di soluzioni che sembrano semplici ed efficaci nell’immediato rischia di farci tornare indietro di decenni, mentre siamo già sull’orlo del baratro.
Slow Food non cede il passo e, anzi, continuerà a sostenere chi è convinto che l’unica strada sia lavorare per la salute del nostro pianeta, e che solo in questo modo potremo assicurarci la nostra salute.
Ancor di più oggi, siamo convinti che l’unica scelta possibile sia quella agroecologica, quella della biodiversità, quella che hanno sposato migliaia di produttori, allevatori, artigiani e cuochi in tutto il mondo. Quella per cui produzione e distribuzione alimentare hanno un senso in quanto tali, perché ci nutrono e non danneggiano le risorse su cui si basano: acqua, suolo, aria, mondo vegetale e animale.
Con i nostri progetti, le nostre istanze alla politica, i nostri eventi, la nostra rete diamo voce a quel mondo della produzione di qualità, a quei sistemi locali del cibo che rappresentano una concreta alternativa all’agroindustria: per tutti quelli che fanno già parte di Slow Food, ma anche per chi ancora nemmeno sa che quello che facciamo ogni giorno è anche per loro.
Perché siamo tutti dalla stessa parte.
Slow Food Italia