Delizie estive: è tempo di procurarsi i friggitelli

È appena uscito per Slow Food Editore, Estate – Vita e cucina di stagione. È il primo di quattro (il secondo sarà intitolato all’inverno), ognuno dedicato alle gioie, i consigli, le ricette per vivere al meglio ogni periodo dell’anno. Siccome dai mercati non abbiamo grandi novità rispetto alle settimane scorse, con i “buchi” che continuano a fare oscillare i prezzi – soprattutto della frutta – sfogliando il libro troviamo subito, nella dispensa di fine giugno, l’idea di procurarsi i peperoni friggitelli: deliziosi, poco costosi e facilissimi da cucinare.

E allora oggi seguiamolo nel nostro giro al mercato, questo consiglio: a circa due euro al chilo potremmo comprarne a sufficienza per una cifra ridicola. Sarà opportuno sceglierli belli sodi, quasi croccanti, e più freschi possibile perché è meglio consumarli velocemente dopo la raccolta. Se li trovate ai banchi dei contadini, dunque, avrete buone possibilità che siano stati staccati dalla pianta al mattino prima di partire per il mercato.

Ricordiamo che sono quei peperoncini lunghi una decina di centimetri e verdi (se li trovate è anche meglio comprarli più piccoli), allungati e conici ma con la punta arrotondata. Sono dolciastri, per niente piccanti e lasciamo una punta di amarognolo in bocca. Lo dice anche il nome: sono una delizia fritti nell’olio o soffritti in padella. Un passaggio veloce, una spolverata di sale grosso e diventano un contorno o un aperitivo perfetto. In alcune regioni (Abruzzo, Puglia e Calabria) li chiamano anche “friarielli” vista la loro presunta origine campana (insieme al Lazio è la regione dove sono più coltivati), ma proprio la Campania è invece l’unica regione dove “friariello” indica un’altra cosa: le piccole cime di rapa o broccoletti.

Buoni anche farciti o tagliuzzati crudi in insalata, oppure ripassati con salsa di pomodoro e basilico, vi consigliamo di metterne qualcuno sott’aceto per tenerli qualche mese. Fateli bollire quattro o cinque minuti in 750 ml di aceto di vino bianco (allungato con acqua se li volete più delicati) assieme a un cucchiaino di sale, tre foglie di alloro e pepe nero in grani. Metteteli un po’ compressi in vasetti precedentemente sterilizzati e ricoprite con l’aceto di cottura: in mezz’ora di lavoro gli avrete allungato la vita – e il gusto – di un bel po’.

Carlo Bogliotti
Da La Stampa del 22 giugno 2019

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