Dall’Unione europea alle Nazioni unite: la biodiversità ha bisogno dell’agroecologia

Mentre Slow Food lancia la sua campagna globale per promuovere la protezione e il ripristino della biodiversità, l’Unione Europea continua a essere incoerente nel suo approccio alla biodiversità e alle politiche alimentari. In vista del summit delle Nazioni Unite sulla biodiversità, le discussioni ambientali devono riconoscere il ruolo centrale che il cibo e l’agricoltura giocano nella lotta contro il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità.

©GRM Kern, prugne Kriecherl del Waldviertel, Arca del Gusto, Austria

Lo scorso giugno, il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione sulla «Strategia Ue per la biodiversità per il 2030: riportare la natura nelle nostre vite».

Con una chiara maggioranza, i deputati europei hanno votato a favore di politiche e obiettivi vincolanti per ridurre l’uso e il rischio di pesticidi, proteggere il suolo, e una trasformazione dell’agricoltura dell’Ue che conduca alla protezione e al ripristino della biodiversità.

Il Parlamento chiede anche un migliore sostegno agli agricoltori, in particolare ai piccoli produttori, per favorire la transizione verso l’agrobiodiversità e l’agroecologia, approccio che finalmente emerge nei dibattiti politici dell’Ue. Inoltre, il Parlamento ha chiesto che venga assicurata la coerenza delle attività dell’Unione all’estero e che siano prese misure per prevenire la perdita di biodiversità anche fuori dai propri confini.

Tra le altre risoluzioni votate, è importante evidenziare il riconoscimento che «le conoscenze indigene e locali sono cruciali per proteggere efficacemente la biodiversità», l’ appello per il ripristino delle popolazioni ittiche, l’ appello a rispettare il principio di precauzione e il principio «chi inquina paga», e infine le chiare dichiarazioni contro l’uso della tecnologia Gm gene drive, e contro il rinnovo dell’autorizzazione al glifosato, l’erbicida più usato nel mondo. Ancora meglio, i deputati hanno espresso l’urgente necessità di una legge europea sulla biodiversità che possa stabilire obiettivi vincolanti.

«Chiediamo una legge europea sulla biodiversità simile a quella sul clima, che fissi il quadro di governance fino al 2050 per proteggere la biodiversità, compresi gli obiettivi vincolanti per il 2030. Sono soddisfatto del fatto che abbiamo approvato i principali obiettivi della proposta della Commissione e sostenuto la creazione di un piano di ripristino della natura che coinvolga almeno il 30% del suolo e del mare nell’Unione», ha commentato il deputato spagnolo del Parlamento europeo César Luena, del gruppo Socialisti & Democratici.

Presidio razza maremmana, ©Tenuta di Paganico, Italia

Accogliamo con favore questi passi incoraggianti per arginare la perdita di biodiversità, ricordando l’importante ruolo che il cibo e l’agrobiodiversità hanno nella sua protezione. Gli ecosistemi europei, da cui dipendiamo per il cibo, l’aria pulita, la conservazione dell’acqua e la regolazione del clima, soffrono di una pressione costante causata dallo sfruttamento intensivo della terra e del mare, dal cambiamento climatico e dall’inquinamento. Questa lista di minacce ha conseguenze allarmanti. Secondo la Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), il 25% degli anfibi, il 13% dei rettili, il 15% dei mammiferi europei e il 13% degli uccelli europei sono in pericolo di estinzione. Nel complesso, 1.677 delle 15.060 specie europee sono a rischio.

Nel maggio 2020, la Commissione europea ha pubblicato l’Eu Green Deal che contiene la strategia dell’Ue per la biodiversità e la strategia Farm to Fork attraverso le quali l’Ue mira a posizionarsi come leader mondiale in termini di sistemi alimentari sostenibili e nell’affrontare la crisi globale della biodiversità.

Gli obiettivi sono ambiziosi. Ma se raggiunti, aiuterebbero davvero la biodiversità:

  • Riduzione del 50% dei pesticidi pericolosi entro il 2030.
  • Portare al 25% i terreni agricoli coltivati in biologico entro il 2030.
  • Riduzione del 20% dell’uso di fertilizzanti, entro il 2030.
©Marta Messa, Gambero grigio pescato a cavallo, Arca del gusto, Belgio

Tuttavia, poiché queste strategie non sono vincolanti, il loro successo dipende dalla Politica agricola comune (Pac) e dalla sua attuazione negli Stati membri attraverso i piani strategici nazionali. Nonostante il Parlamento abbia riconosciuto che la Pac non sia riuscita finora a «inviare un segnale forte agli agricoltori per cambiare le loro pratiche» e che dovrebbe integrare «approcci rispettosi della biodiversità e agro-ecologici», la nuova Pac che entrerà in vigore nel 2023 difficilmente lo farà. Il mese scorso, le massime istituzioni dell’Ue hanno raggiunto un accordo sulla nuova Pac totalmente incoerente con gli obiettivi ambientali del Green Deal (leggi la nostra analisi). Questo risultato nega gli intrecci e le interdipendenze tra i sistemi alimentari e il cambiamento climatico.

Come ha sottolineato Elena Višnar Malinovská, capo unità della DG Clima della Commissione europea, durante la conferenza sul clima organizzata da Slow Food Uk della scorsa settimana:

«A livello globale, i sistemi alimentari sono responsabili del 60% della perdita di biodiversità, di circa il 24% delle emissioni di gas serra, del degrado di circa 1/3 dei suoli e del sovra sfruttamento di almeno il 90% delle popolazioni ittiche commerciali. Abbiamo bisogno di porre fine all’agricoltura industriale, di interrompere l’allevamento intensivo, di promuovere l’agricoltura biologica, di curare il paesaggio e proteggere le falde acquifere». Il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità non possono essere affrontati senza una chiara transizione verso sistemi alimentari sostenibili e agroecologici.

Per garantire cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti, dobbiamo partire dalla biodiversità e invertire un modello di produzione che continua a generare disastri ambientali e sociali, minando le basi della sicurezza alimentare per le generazioni presenti e future. Da più di 20 anni Slow Food lavora sulla biodiversità che sta alla base dell’agricoltura e della produzione alimentare, ovvero la protezione e il ripristino di specie e varietà vegetali, razze animali, insetti benefici, microrganismi, ecosistemi, saperi e culture.

«Il cambiamento climatico e la produzione alimentare sono strettamente correlati, poiché il modo in cui produciamo, lavoriamo, distribuiamo e consumiamo il cibo gioca un ruolo fondamentale: può contribuire ad innalzare riscaldamento globale o aiutare a combatterlo. Slow Food è un movimento globale con migliaia di comunità in tutto il mondo che mettono in atto soluzioni concrete per sistemi alimentari sostenibili, al fine di contribuire a risolvere le numerose crisi che stiamo affrontando, come individui, come comunità e come società», ha spiegato Marta Messa, direttrice di Slow Food Europa durante l’evento Slow Food Climate Action.

Slow Food ritiene che il lavoro dell’Unione europea sulla biodiversità debba combinare la conservazione degli ambienti naturali e delle specie selvatiche con la salvaguardia della biodiversità agricola. Poiché la natura è così strettamente intrecciata con i settori ambientale, agronomico, sociale, culturale ed economico, la risposta dell’Ue alla perdita di biodiversità deve essere multisettoriale e spingere per una maggiore coerenza e coordinamento tra tutti gli Stati membri.

Con l’avvicinarsi del prossimo summit delle Nazioni Unite sulla biodiversità (11-24 ottobre), Slow Food esorta l’Unione europea a capitalizzare le sue leggi sulla natura e ad aprire la strada alla cooperazione globale e alle azioni collettive per il ripristino e la conservazione della biodiversità nel mondo.

Continueremo a promuovere i grandi benefici dell’agrobiodiversità, acquisendo e condividendo una conoscenza più profonda del cibo e della produzione che permetta di comprendere meglio l’importanza e l’urgenza di proteggere la biodiversità, e di sostenere il lavoro di chi la salvaguarda.

  • Se vuoi approfondire l’importanza della biodiversità per la vita del pianeta puoi leggere l’ultimo documento di posizione sulla biodiversità Se la biodiversità vive, vive il pianeta: Sintesi | Versione integrale

  • Ogni mese, in vista della Convenzione delle Nazioni Unite sulla biodiversità, tratteremo un aspetto diverso della biodiversità selvatica e domestica, dai mari al suolo, e di come questi siano tutti intrinsecamente legati al nostro modo di mangiare e di organizzare le nostre società.
    Abbiamo iniziato con la biodiverstià marina.

  • Se vuoi saperne di più sulle strategie Farm to Fork e Biodiversity, qui puoi trovare l’analisi di Slow Food Europa.

  • Se ti sei perso la maratona Slow Food Climate Action di 24 ore, guarda le repliche!

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