Crisi climatica. 92 esperti: «Giornalisti parlate delle soluzioni, perché ci sono!»

«Giornalisti, parlate delle cause della crisi climatica, e delle sue soluzioni. Omettere queste informazioni condanna le persone al senso di impotenza, proprio nel momento storico in cui è ancora possibile costruire un futuro migliore».

Comincia così la lettera aperta ai media italiani in cui 92 scienziati e ricercatori delle più importanti istituzioni scientifiche italiane – tra cui Giorgio Vacchiano, professore dell’Università degli Studi di Milano e Presidente Climate Media Center Italia, Leonardo Becchetti dell’Università di Tor Vergata di Roma, Luca Mercalli della Società Meteorologica Italiana e Telmo Pievani dell’Università degli studi di Padova – lanciano un appello ai giornalisti.

Sono loro a chiedere di parlare delle cause e delle soluzioni della crisi climatica senza fare catastrofismo, fuori dal tecnicismo dei numeri e delle date e dando una speranza per il futuro.

Non è la prima volta che una comunità scientifica di così alto profilo e competenza dichiara di ritenere propria responsabilità avvertire di ogni minaccia alla salute pubblica, ma è con questo appello che si vuole in più spronare giornalisti e mondo dell’informazione a parlare correttamente delle cause legate alle emissioni di gas serra prodotte dall’utilizzo di combustibili fossili e della imprescindibile e non più rimandabile eliminazione dell’uso di carbone, petrolio e gas, a favore delle energie rinnovabili.

Crisi climatica esperti soluzioni

Chiaro anche il richiamo ai media italiani, soprattutto ai principali giornali che finiscono per parlarne solamente in occasione degli eventi estremi. Giornali e telegiornali che parlano di “maltempo” invece che di cambiamento climatico e quando ne parlano trascurano il legame tra il riscaldamento del pianeta e gli eventi estremi omettendo palesemente le responsabilità delle aziende del gas e del petrolio nella più grave emergenza ambientale della nostra epoca.

C’è ancora tempo, e speranza

Ma c’è molto di più in questa lettera che prosegue dicendo «Non parlare delle cause e non spiegare le soluzioni per una risposta efficace alla crisi climatica rischia di alimentare l’inazione, la rassegnazione o la negazione della realtà, traducendosi in un aumento dei rischi per le nostre famiglie e le nostre comunità, specialmente quelle più svantaggiate». Spiegare correttamente quali sono le cause della crisi climatica e le sue soluzioni consentirebbe di dare a tutti gli strumenti per «comprendere profondamente i fenomeni in corso», «sentirsi parte della soluzione», «costruire una maggiore fiducia nel futuro».

«Siamo ancora in tempo per scegliere il nostro futuro climatico. Siamo ancora in tempo per scegliere un futuro sostenibile che metta al primo posto la sicurezza, la salute e il benessere delle persone, come previsto dagli obiettivi europei di riduzione delle emissioni del 55% al 2030 e di neutralità climatica al 2050. Possiamo farlo anche grazie a una corretta comunicazione e alla cooperazione tra noi tutti».

Così si conclude la lettera, con una speranza che non possiamo che condividere sapendo che il nostro futuro, quello del genere umano ma della biodiversità tutta che popola il nostro pianeta, è nelle nostre mani. La biodiversità è la struttura portante della vita. Facciamone la bussola del nostro operato quotidiano.

di Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia