Coraggio coniglio: la Lav promuove una raccolta firme

La Lav ha promosso una raccolta firme in numerose piazze italiane nei giorni 5 e 6 dicembre, perché venga emanata una legge che definisca i conigli animali di compagnia, come cani e gatti, e che pertanto ne proibisca la macellazione e il consumo. La raccolta è molto importante, anche se non sono d’accordo sui contenuti. Mi spiego.

Piero_Sardo-210x300L’oca che è animale assai più coraggioso e intelligente del pavido coniglio, può essere tranquillamente mangiata e il coniglio no, solo perché è morbido, inoffensivo e tenero? E gli agnellini, i capretti, le anatre, i puledri? Nei paesi anglosassoni mangiare carne di cavallo è considerato un atto quasi cannibalico, mentre in Italia continuiamo tranquillamente a cibarci di carne equina, magari accarezzando un coniglio. Mi risponderanno gli amici della Lav che esistono circa un milione di conigli nelle case degli Italiani come animali di compagnia e che dunque la petizione dà voce a un “sentimento popolare”, come direbbe Battiato.

Il sentimento di un popolo che consuma circa 90 chili di carne l’anno pro capite, che è il maggior produttore avicolo d’Europa in allevamenti intensivi, che fa della suinicultura in batteria un asse portante della sua zootecnia? È di questo che stiamo parlando? Non sono d’accordo. Tuttavia mi auguro che una forte adesione alla proposta possa aprire una riflessione sull’allevamento dei conigli nel nostro paese, che è certamente uno dei più infelici sotto il profilo del benessere animale. Siamo il secondo paese nel mondo per numero di capi allevati dopo la Cina, ma lo stato degli allevamenti è a dir poco deprimente. Animali compressi in gabbie, che vivono al massimo 80 giorni, in ambienti asfittici, dove l’odore di ammoniaca e di escrementi è asfissiante. Tanto che alcuni anni or sono la Coop Svizzera mise fuori assortimento i conigli perché lo stato degli allevamenti non rispondeva ai requisiti minimi di benessere. Così nacquero allevamenti più razionali, più confortevoli, con cicli vitali più lunghi: insomma in Svizzera si è fatto un passo avanti. Possiamo farlo anche noi senza necessariamente troncare di netto il consumo di questa carne eccellente (pari a 2,6 chili l’anno pro capite)? Non voglio entrare nel tunnel della discussione sul vegetarianesimo o del veganesimo come unica risposta valida all’ingiustizia dell’allevamento e della macellazione.

coniglio_allevamento-1024x767Si può giungere a un ragionevole compromesso tra carnivori e vegetariani in nome di millenni di abitudini alimentari? Se si può, allora arriviamo al nodo della questione: dobbiamo allevare meglio gli animali, dobbiamo preoccuparci del loro benessere, ricondurre i numeri complessivi a cifre ragionevoli, compatibili con un’agricoltura di piccola scala, bandire una volta per tutte gli allevamenti intensivi. Ma non ci sarà carne per tutti, ci diranno: è ovvio, bisognerà ridurre drasticamente i consumi, mangiarne meno e mangiarla migliore.

Ecco, questo è il tema vero che la raccolta firme potrebbe mettere in evidenza. Poi se i conigli verranno equiparati a cani e gatti certamente non mi opporrò, ma non è questo il problema più importante.

di Piero Sardo

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